Non si vorrebbe proprio essere nei panni di almeno 2 editorialisti di fede rossonera, giusto alla luce del 'coming out' del designatore Rocchi - sebbene rilasciato per interposto De Marco - a riguardo del pasticciaccio brutto di Via dei Piccolomini, a lato dell'ex ippodromo di San Siro. Ché, nello stradario milanese, non v'è proprio traccia de Via Merulana...
Non foss'altro che per il contenuto spudoratamente di parte dei rispettivi editoriali di lunedì 20 e di martedì 21, apparsi su un sito tematico dei dirimpettai.
Oggetto dei resoconti giornalistici, manco a scriverlo, era stato la cronaca di Milan-Fiorentina, narrata con una chiave di lettura a dir poco, appunto, faziosa. Di sicuro i 2 estensori saranno stati talmente infoiati per l'esito insperato del posticipo domenicale - visto che ha issato, da 'abusivi', i rossoneri in testa alla classifica - da riuscire a formulare, rimanendo seri, un accrocchio tifoso di almeno 6 corbellerie. Si stava per scrivere cazzate, ma non si voleva nobilitare troppo i loro asserti... Sei, si diceva, tipo la sezione di una chiave a brugola, che non può non far tornare alla mente un romanzo del compianto Primo Levi, 'utensilisticamente' molto affine. Con la viva speranza che Levi perdonerà allo scrivente l'azzardato parallelo calcistico, serve precisare che ne "La chiave a stella" (diversamente esagonale da quella a brugola...) si narrano - "con rigore morale e precisione" (cit.) - le vicende di un operaio specializzato in montaggi al fine di celebrarne la passione per il lavoro e l'etica professionale. In pratica lo stesso zelo narrativo, ma soprattutto lo stesso 'rigore' di assemblaggio palesato dai 2 predetti resoconti nel supportare l'assegnazione di un penalty farlocco, con il corredo del primato rossonero.
Vale allora la pena passarli in rassegna questi 6 punti CHIAVE:
1) "Il rigore per il Milan c’è";
2) "(...) è un rigore che non si può non dare";
3) "(perché) Santi Gimenez viene prima strattonato e poi gli viene messa una mano in faccia";
4) "I moviolisti hanno decretato che era rigore";
5) "E se il Milan capolista genera tutto questo hype, allora vuol dire che la strada è quella giusta, CON BUONA PACE DI CHI PENSA DI ESSER PERSEGUITATO DALLE DECISIONI ARBITRALI e di chi si mette subito in prima linea per sminuire i meriti milanisti.
6) "Il rigore c'è (...), è fallo perché non si può fermare l’avversario mettendo le mani sul volto, ingenuità di Parisi.
LO FA CAPIRE ANCHE IL DESIGNATORE ROCCHI, CHE INFATTI NON HA SOSPESO MARINELLI E ABISSO DOPO LA DECISIONE DI ASSEGNARE IL PENALTY".
Sì, insomma: "Onestà intellettuale? Te saludi". A Roma direbbero, invece: "Ciao còre!" Peccato che poi il portavoce di Rocchi - il designatore era in altre cose affacendato... - abbia ieri (martedì) sostanzialmente confermato quanto anticipato nella stessa mattinata dal Corsport, in netta controtendenza con la versione assolutoria apparsa invece sulla Gazzetta online di lunedì. Con l'aggiunta della precisa volontà (sempre a buoi scappati...) di mettere in atto una dura reprimenda contro i simulatori. In buona sostanza, ha prevalso la tesi 'colpevolista' del Corsport che dopo quanto titolato martedì ("ARBITRO E VAR BOCCIATI DOPO MILAN-FIORENTINA: 'Non era rigore, sbagliato anche richiamare al monitor'. Per i vertici arbitrali due errori evidenti domenica a San Siro. Niente stangata, ma Marinelli e Abisso saranno fermati".), oggi, mercoledì, lo stesso quotidiano si è idealmente appuntato una medaglia al petto intestandosi i meriti per una battaglia giornalistica vinta. L'apertura odierna è inequivocabile: "L'AIA dà ragione al Corsport. 'Il rigore non c'era ed il Var non poteva intervenire': errori dell'arbitro Marinelli e di Abisso da Lissone. Non saranno più tollerate simulazioni alla Gimenez". È stato solo omesso l'eventuale stop dei 2 arbitri, salvo poi trovarne conferma indiretta attraverso le loro mancate designazioni per il prossimo turno di campionato, sia di A che di B.
A questo punto, una domanda sorgerebbe più provocatoria che spontanea: ma una violazione così palese del protocollo VAR non dovrebbe essere trattata alla stregua del cosiddetto "errore tecnico dell'arbitro" - di cui si è sempre tanto favoleggiato - fino a comportare la ripetizione della partita? Quella sceneggiata di Gimenez non ha inciso oggettivamente sul risultato di Milan-Fiorentina?
I due editorialisti in oggetto sono stati dunque smentiti su tutta la linea, anzi: è stato smontato, pezzo per pezzo, il loro accorato assemblaggio. Non fa differenza se con una chiave a stella o a brugola. All'AIA manco sapranno che sono utensili, quelli! Piuttosto ora ci si chiede se quel paio di editorialisti rossoneri denoteranno almeno una parvenza di arguzia o se potranno essere 'sopraffatti' da un rigurgito di onestà intellettuale. Magari arrivando financo a ritrattare i loro resoconti. Bah, per il rigurgito si dispera - d'altronde mica si vorrebbe fosse messa a repentaglio la loro salute... - ma per l'arguzia, qualora ne deficitassero, ci si permette di fare loro, volentieri, un gentile omaggio: il titolo - in qualche modo 'riparatorio' - di un loro prossimo, eventuale editoriale. Del tipo: "'Parisi' val bene una messa (da requiem per tutti i simulatori alla Gimenez)!"
Richiamando cosi alla memoria un (quasi) identico motto ("Parigi val bene una messa") attribuito a quel re transalpino che - pur di sedersi sul trono di Francia - si convertì al cattolicesimo da protestante ugonotto che era. Giustificando dunque il sacrificio della sua fede religiosa per un obiettivo ritenuto superiore.
In chiusura, la nazionalità del simulatore rossonero nonché una particolare assonanza tra un precitato arnese e degli elementi atmosferici inviterebbero proprio a tirare in ballo un altro indimenticato italiano, dopo Primo Levi: il cantautore Enzo Jannacci, di note simpatie rossonere. Al quale ci si permetterebbe di rivolgere l'invito ad essere clemente con quei 2 giornalisti di parte: "Enzo, li perdoni perché non sanno quello che hanno scritto. Avessero almeno il buon gusto di ritrattare...". Si resta altresì convinti che il grande Jannacci, da lassù e da par suo, butterebbe tutta la questione in burla, mollando un buffetto - ma giusto sfioricchiandole... - sulle guance sinistre dei 2 maldestri ultras rossoneri. E solo da quella parte. Che poi, lui per primo, non vorrebbe proprio che i soggetti in questione si confondessero e magari si pavoneggiassero con parenti ed amici per il prestigioso lascito rossastro di un indimenticato milanista rimuovendo il ghiaccio dalle loro mascelle di destra...
Qualora invece il cantautore si risentisse 'artisticamente', potrebbe anche apostrofarli di brutto con questa pur autoironica incombenza: "Ora, per 'colpa' vostra, mi toccherà pure rettificare il titolo di quella mia canzone: da 'Messico e nuvole' a 'Messico e... brugole'".
Casomai, Enzo può sempre lasciar detto al figlio Paolo...
Orlando Pan
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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