E niente: certe aspettative domenicali sono proprio andate deluse e non ci può più far nulla. Fortuna che erano quelle meno importanti! Infatti, mica ci si riferisce a quella nerazzurra - soddisfatta in pieno - del raggiunto primato in classifica, sebbene in (fastidiosa) coabitazione con la Roma. No, no: si allude al fatto che a San Siro ci si sarebbe aspettati di osservare Sarri in versione bartender per via di un particolare boxino apparso in prima pagina sul Corsport di domenica. Con un titolo che non lasciava adito a dubbi - "SARRI AGITA L'INTER" - ed un virgolettato ancora più esortativo: "A San Siro voglio una squadra di folli, (...) scatenata per fare risultato". Sì, insomma: l'attesa era per Sarri intento quindi a shakerare con maestria i suoi appunti scritti per (cercare di) servire ai nerazzurri un cocktail che risultasse indigesto più o meno come quello preparato dal predecessore Baroni lo scorso maggio. Ed invece, a fine partita, con quelle dichiarazioni shakerate sugli arbitraggi esteri a noleggio è stato proprio Sarri ad apparire più che agitato... Mentre durante la gara il tecnico biancoceleste deve aver dosato male le sue note appuntate dato che i laziali sono risultati piuttosto 'bruttini' ed i nerazzurri, di converso, apparsi "bellini" il giusto... E come cos'altro sennò: l'unico cocktail davvero ben preparato è sortito infatti dalle mani dell'omologo bartender nerazzurro, Cristian Chivu.
Chiarita dunque la diversa bravura dei due tecnici virtualmente dietro ad un bancone anziché sempre in piedi davanti alla panchina, restava da 'trarre auspici' da una particolare ricorrenza del calendario: ma non espressamente della Serie A, bensì proprio miscelato a quello astronomico. Con quest'ultimo a ricordare i giorni della cosiddetta estate di San Martino, cadenti intorno all'11 novembre. Ossia quasi a verificare - in linea con i pareggi usciti da ben 5 delle 9 gare dell'11mo turno disputate prima del posticipo domenicale - se anche tra Inter e Lazio potesse sortire la divisione della posta in palio! Come se ci fosse da ossequiare per forza la leggenda del soldato Martino di Tours - nominato poi Santo - che tagliò in due il suo mantello per farne dono di una 1a metà ad un mendicante infreddolito e della seconda ad un altro povero: una specie di spontanea "tassa patrimoniale" ante litteram! Già il pareggio casalingo dell'anno scorso nell'ultimo precedente coi capitolini era comunque costato uno scudetto ai nerazzurri, anche se per interposto Marco Guida. Con costui, dichiaratosi renitente alla 'leva' partenopea, ma incredibilmente ritenuto da Rocchi "abile ed arruolabile" come AVAR per quella partita scudetto dei nerazzurri. Una volta assolto all'onere, pare proprio che da allora - per una malposta pretesa di serenità familiare - Guida non se ne perda una delle promozioni 3x2 pubblicizzate nei negozi dei centri commerciali presenti nella zona della sezione AIA di appartenenza, Torre Annunziata. Sembra altresì che all'interno della sua cerchia parentale, Guida ami parafrasare un famoso motto di Camillo Benso, conte di Cavour: da "Libera Chiesa in libero Stato" a "Libera spesa in libero supermercato" è stato davvero un attimo... Si sono salvate a malapena le assonanze, ma l'ignominia di quella scelta spudorata del designatore Rocchi e la conseguente incazzatura nerazzurra rimarranno ad imperitura memoria. Tornando poi all'allegoria di San Martino, non risulta comunque che i laziali stessero proprio con le pezze al cu*o, pur non avendo potuto fare mercato estivo in entrata per le note vicende legate all'indice di liquidità negativo. Il presidente Lotito - tra un pisolino e l'altro nell'aula del Senato - aveva comunque fornito ampie rassicurazioni patrimoniali e finanziarie al suo popolo. Denotando oltretutto il buon gusto di non aggiungere niente sullo stadio Olimpico che lo potesse far accostare a quel 'piangi miseria' di AdL. Solo perché in settimana il presidente partenopeo aveva bollato l'ex San Paolo come un impianto degradato a "semicesso"...
In ogni caso, a distanza di quasi mezzo secolo da un precedente significativo di cui si dirà tra poco, i nerazzurri si sono prestati più che volentieri per sfondare il cosiddetto bunker biancoceleste magnificato in settimana da più di qualche giornalista capitolino, trastullatosi sui finora 6 clean sheet in campionato, di cui gli ultimi 4 consecutivi. Della serie: bastava affrontare l'attacco (nerazzurro) più prolifico del torneo per abbattere quel muro. Segno tangibile che anche a Milano - oltre che a Berlino - ci sia un giudice...
Come predetto, era già successo quasi mezzo secolo fa - proprio nello stesso periodo dell'estate di San Martino - che i nerazzurri avessero fatto di necessità virtù, in un ricordo rimasto ben impresso nella memoria dello scrivente. Per dire della ancestrale pazzia nerazzurra, quel 19 novembre del 1978 - nella stagione precedente a quella scudettata con Bersellini in panca - l'Inter si era ritrovata ad affrontare la Lazio priva di tutto l'attacco titolare per l'assenza contemporanea di Altobelli (squalificato) e Muraro (in infortunio). Ebbene, di fronte ai capitolini scudettati appena 5 anni prima, i nerazzurri sovvertirono il pronostico rifilando un poker di reti ai laziali. Nel tabellino dei marcatori finirono dei comprimari e dei debuttanti allo sbaraglio: Beccalossi (allora 22enne, ingaggiato dal Brescia appena 5 mesi prima), Beppe Baresi (21enne, da 2 anni promosso dal settore giovanile), Aldo Serena (18enne appena arrivato dal Montebelluna) ed Oriali (l'unico veterano, col cognome scritto - per mera decenza - per esteso anche se più di qualche asterisco 'coprente' lo meriterebbe or ora). Dunque 4 marcatori diversi come a certificare che l'attuale cooperativa del gol nerazzurra avrebbe radici ben lontane nel tempo. Ma proprio su quell'ultimo realizzatore - un tempo col nome di battaglia Piper e con in dote, non solo musicale, "una vita da mediano" - viene spontaneo spendere un'ulteriore stigmatizzazione. Nessun utente nerazzurro avrebbe potuto immaginare che ora o, meglio, già dall'anno scorso, Lele si sarebbe potuto 'riciclare' in quel modo a Napoli: nominato, per acclamazione contiana, 1o cicisbeo alla corte del despota salentino...
Solo che - a dirla tutta e col derby meneghino alle porte - torna per forza alla mente Ronaldo, un altro 'Fenomeno'. Allorquando si permise di portare le mani agli orecchi - per irridere i suoi ex tifosi per 5 anni - a seguito di un gol in una stracittadina giocata con la maglia sbagliata... Salvo poi perdere in rimonta quel derby (con gol nerazzurri di Cruz ed Ibra...) e pentirsi di quel gesto solo in età più adulta. Ma il Coordinatore Sportivo dei partenopei, fra 2 settimane, compirà già 73 anni...
Orlando Pan
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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