Nessun intento oltraggioso o, peggio, di stampo razzista - ci mancherebbe! - verso gli avversari dei nerazzurri provenienti dalla lontanissima metropoli di Almaty (quasi 2 milioni di abitanti), capitale, fino a 3 decenni fa, della Repubblica Kazaka. Non sono loro il vero 'bersaglio' di questo post, ma di questo si dirà più avanti. Eppure, che un'espressione tipica del dialetto milanese - "Va a ciapà i rat" - avesse potuto prestarsi per diventare un teorico slogan di battaglia dei nerazzurri contro il Kairat Almaty non sarebbe forse venuto in mente nemmeno a quell'istrionico del compianto Peppino Prisco. Ché - pur da combattente alpino - certe radure ex sovietiche le aveva di sicuro calpestate durante la tremenda ritirata dalla Russia a capo di qualche battaglione dell'ARMIR, subentrato al precedente CSIR. Quell'assurda campagna iniziale di invasione (che fa già ridere così) - ai tempi della 2a guerra mondiale - non si spinse certo fino a 6.500 km ad oriente del confine italiano. Ma quei poveri cristi che si ritrovarono a (tentare di) resistere all'offensiva sovietica sulle rive del Don nell'inverno 1942-43 non avrebbero provato sensazioni di smarrimento ed abbandono tanto diverse se avessero combattuto, invece, sulle sponde orientali del Mar Caspio che oggi rientrano, per metà, nel territorio kazako. Tanto per ricordare quanto fosse sterminata allora l'Unione Sovietica prima del suo dissolvimento nel 1991. E non tragga neppure in inganno quel toponimo, di fatto lacustre, trattandosi proprio di un immenso bacino salmastro interno. Infatti, citando Wikipedia, non solo "Il Mar Caspio è il più grande lago della Terra", ma anche "il Kazakistan è il più esteso Paese al mondo senza accesso al mare". Insomma, nessuna "aria di casa" per quei soldati derelitti: né sul Don, né tanto meno sul fantomatico Mar Caspio...
Tornando ora a temi più calcistici e meno storiografici, col Kairat si sarebbe dunque potuto cogliere al volo quella curiosa assonanza idiomatica per rielaborare un pur innocente sberleffo. Ma da rivolgere non certo ai rivali nel 4o turno della fase campionato della Champions, visto che a San Siro hanno recitato la loro parte dimostrandosi molto più rognosi del previsto. Infatti la dinamica della partita non si è affatto sviluppata come la classica trama di un cartoon in cui il gatto (nerazzurro) si mette a giocare coi topi (kazaki)... Fine delle allusioni e delle allegorie!
Di sicuro ci si attendeva uno scarto di reti più consistente che servisse per garantire una ancora più corposa differenza reti da usare come discriminante in caso di futuri ex aequo nella classifica finale. Ma anche uno score utile anche per il primato temporaneo dei nerazzurri - per quanto effimero - nel gruppone della Champions che solo una vittoria impronosticata del Bayern a Parigi ed un successo netto dell'Arsenal a Praga non hanno reso solitario.
Ciò che, invece, non ci si aspettava affatto è che la Gazzetta - per il secondo giorno consecutivo - si potesse abbandonare ad una sbrodolatura di iatture, di sicuro non richieste, contro i nerazzurri. Nella edizione di ieri (mercoledì) si leggeva che "(...) Per quanto le avversarie dell’Inter nelle ultime quattro giornate siano di spessore, non è pensabile oggi che l’Inter perda tutti quei quattro incontri e che non faccia i quattro punti per toccare quota 16. IPOTIZZIAMO PERÒ LO SCENARIO PEGGIORE, QUATTRO SCONFITTE NELLE ULTIME QUATTRO (daje): una vittoria oggi contro il Kairat garantirà all’Inter la ragionevole certezza di godere del paracadute dei playoff". E se qualche lettore distratto non avesse inteso, ecco allora che oggi (giovedì) la rosea ha ritenuto opportuno ricicciare le stesse 'gufate'(?) di ieri: "(...) NELLA PEGGIORE DELLE IPOTESI - QUATTRO SCONFITTE NELLE PROSSIME QUATTRO GIORNATE (a ridaje) - i playoff saranno garantiti, un anno fa vennero acciuffati a quota 11".
Ecco, tutte queste argomentazioni 'insulse' - perché trite e ritrite ed idonee solo ad agitare spauracchi anzitempo - sono state fatte dalla rosea:
0) come se l'Inter non fosse l'Inter: nel bene come nel male;
1) come se in Champions l'Atletico Madrid non avesse già perso 2 gare su 4 (pur contro Liverpool ed Arsenal...), ma incassando ben 9 gol (più di 2 di media a partita);
2) come se il Liverpool, da affrontare a San Siro, non avesse perso ad Istanbul contro i turchi del Galatasaray (e non occorrerà certo, semmai, che Calhanoglu vada a chiedere lumi ad Osimhen su come si batta un calcio di rigore...);
3) come se l'Arsenal non fosse uscito sconfitto dal Meazza nerazzurro appena 1 anno fa. D'accordo che ora gli inglesi veleggiano in testa alla Premier League, ma anche i nerazzurri potrebbero presto raggiungere la vetta della Serie A, aspettando Inter-Lazio nonché confidando sul calendario 'amico' dell'11a giornata.
4) come se il Borussia Dortmund non avesse battuto che l'Atletico Bilbao ed il Copenhagen, subendo però 11 reti (quasi 3 di media a partita).
Sullo stesso argomento europeo, poteva infine mancare di far sentire il suo verbo (scritto) anche Mister Sacchi? Certo che no! Salvo fermarsi nella lettura, almeno lo scrivente, subito all'incipit del suo ultimo pezzo pubblicato dalla Gazzetta: "La vittoria sul Kairat spinge l’Inter sempre più in alto nella classifica della Champions League". "Eccone n'artro!", come avrebbero sbottato financo nel centro storico di Sterzing (Vipiteno)... E no, caro il 'mio' Arrigo: i nerazzurri, terzi erano in classifica alla fine della 3a giornata della 'fase campionato' e terzi sono rimasti ora, dopo il 4o turno! Dunque nessuna "(...) spinta sempre più in alto nella classifica della Champions League". A Sacchi verrebbe dunque da chiedere: "Scusi l'impertinenza, Mister: ma lei, gli articoli, li scrive di sua tastiera (di suo pugno, in effetti, le risulterebbe un po' più complicato...) o non si cura proprio del fatto che chi li legge potrebbe essere indotto a pensare che si tratti di contenuti creati, maldestramente, con software di intelligenza artificiale? "Sa: è una semplice informazione". Tanto per replicare la domanda innocente posta da Antonio De Curtis al ghisa milanese in Piazza Duomo a Milano ne "Totó, Peppino e la malafemmina"...
Orlando Pan
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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