SOMMER 5 - Gli arriva solo un tiro, tutt'altro che irresistibile, e in modo inspiegabile si allunga e lascia il pallone lì sul piede di Pulisic. Non è una questione di accanimento, ormai non spinge più con le gambe e non offre più garanzie. Ed è così che una partita che l'Inter sta controllando diventa un Everest da scalare.
AKANJI 6 - Braccetto bloccato, perché da quelle parti transitano entrambe le punte del Milan e non è il caso di lasciare Acerbi da solo. Dietro a parte piccole imperfezioni non si fa mai sorprendere e tiene d'occhio la situazione, provando se fattibile anche l'anticipo. In possesso di palla gli sbocchi sono pochi e non sempre puliti e lo svizzero preferisce la distribuzione conservativa. Pulisic lo anticipa perché intuisce prima l'errore di Sommer.
ACERBI 6,5 - Chi pensava che contro la coppia Leao-Pulisic avrebbe sofferto la differenza di passo e l'assenza di punti di riferimento, probabilmente sarà rimasto sorporeso. Il centrale è pulito nelle chiusure e negli anticipi, sfruttando al massimo la conoscenza del gioco. Va persino a un passo dal replicare l'impresa del derby senza rivincita, ma stavolta il palo è più reattivo di Maignan. DALL'85' DIOUF SV.
BASTONI 6,5 - La sua priorità è negare giocate semplici a Saelemaekers, principale pericolo sulle fasce rossonere. Ma in seconda battuta è come al solito tendente all'infinito e oltre, spingendo con continuità o almeno sostando costantemente nella metà campo avversaria dando un appoggio comodo o mettendo in area palloni per le punte. Non dirompente come vorrebbe, anche perché Allegri lo frena preventivamente, ma prezioso con un paio di recuperi con gli avversari lanciati in contropiede.
CARLOS AUGUSTO 5,5 - Costretto a giocare in cattività sulla corsia per lui debole per ragion di Stato, salta subito all'occhio la difficoltà a esprimersi come farebbe sull'altro lato della luna. Offensivamente sterile, tende sempre ad accentrarsi e a scaricarla indietro o al compagno più libero per limitare eventuali pericoli. Grande abnegazione in fase difensiva, ma due o tre volte Pulisic gli va via troppo facilmente.
BARELLA 6 - Tanto movimento tra le linee, ma la sincronia con Carlos Augusto a destra è alquanto scadente perché il brasiliano non esegue i classici movimenti di Dumfries da cui anche lui trae beneficio. Quando c'è da mettere la gamba ovviamente non si tira indietro e nelle ripartenze è tra i primi a riversare velocemente il pallone nella metà campo del Milan. A volte troppo controllato, non dà sfogo all'istinto fino a quando gli equilibri saltano e inizia a cavalcare. DALL'85' ESPOSITO SV.
CALHANOGLU 5,5 - Le linee strette del Milan spesso lo costringono ad andare in cerca di altre zolle di campo per ricevere, ma quando è in possesso del pallone rende omaggio alle temperature della serata con una freddezza invidiabile, all'altezza del dirimpettaio Modric. Non sempre puntuale nelle chiusure, è bravo ad avanzare il baricentro e a trovare i compagni tra gli spazi stretti. Ha sulla coscienza il secondo errore dal dischetto della sua esperienza nerazzurra, ancora in una partita chiave. DAL 77' ZIELINSKI SV.
SUCIC 6,5 - Alterna momenti di grande lucidità ad altri in cui si fa inghiottire dal palleggio neanche troppo tecnico dei rossoneri. Si fa apprezzare e applaudire per alcune sgroppate mkhitaryane che però raramente raggiungono l'obiettivo finale. Ha il merito di tenere la posizione coadiuvando Bastoni e Barella. Rinuncia a prendersi il tiro da fuori area quando la difesa avversaria non chiude con i tempi giusti. Molto più avventuriero nel secondo tempo con serpentine esteticamente gradevoli.
DIMARCO 6 - Parte in quinta, aggredendo la profondità e sfiuggendo ai radar di Tomori che gli concede troppi metri per alzare la testa e crossare. Con il trascorrere dei minuti la corsia destra rossonera gli prende in parte le misure impedendogli la spavalderia iniziale che tanto aveva entusiasmato il Meazza nerazzurro. Potenzialmente rimane sempre un pericolo, concretamente meno.
MARTINEZ 5,5 - Non priva la contesa del suo spirito battagliero, a maggior ragione quando va a prenderlo alto Pavlovic con il quale ingaggia un duello stile Rocky vs. Drago. Gode di pochi momenti di libertà e non li sfrutta fino al 37' quando sulla sponda di Thuram calcia bene ma trova Maignan e il palo a negargli l'ennesimo gol nel derby di Milano. Nella ripresa ne azzecca poche e Chivu lo richiama in panchina. DAL 65' BONNY 5,5 - Qualche spunto interessante ma l'immagine della sua serata è il rigore in movimento che spara altissimo.
THURAM 6,5 - Torna titolare dopo oltre un mese e mezzo e lo fa in una partita non banale, megttendo subito in apprensione Maignan con un colpo di testa insidioso. I suoi movimenti sono l'anima vera offensiva dell'Inter, i compagni lo cercano e lui non si tira mai indietro quando c'è da andare in uno contro uno. Guadagna anche il rigore che Calhanoglu spera.
ALL. CHIVU 6 - Alla fine la differenza in campo la fanno i portieri: il suo sbaglia, quello avversario para anche le maledizioni che gli piovono addosso dagli spalti. L'Inter gioca meglio, crea di più, colpisce due pali e sbaglia un rigore e alla fine esce dal campo sconfitta ben oltre i propri demeriti. Che ci sono, soiprattutto in un primo tempo troppo in controllo e con poche iniziative. Il tecnico richiama in panchina un confusionario Lautaro e nel finale prova anche la carta Diouf, ma la serata è stregata. Brutto scivolone.
MILAN: Maignan 8,5, Tomori 6, Gabbia 6,5, Pavlovic6, Salemaekers 6,5, Fofana 6 (dal 78' Ricci sv), Modric 7, Rabiot 6, Bartesaghi 6, Pulisic 7 (dal 78' Nkunku sv), Leao 5,5 (dall'87' Loftus-Cheeck sv). All. Allegri 6,5
ARBITRO: SOZZA 5,5 - Dirige alla sua maniera, con pochissimi fischi e sanzioni disciplinari solo se strettamente necessarie. Manca nel primo tempo il giallo a Pavlovic che va dritto su Thuram, inevitabile anche per lui quello a Leao per il tackle su Barella. Nella ripresa Aureliano gli fa notare il pestone da rigore del serbo su Thuram che a lui era sfuggito. Accetta passivamente tutte le perdite di tempo plateali senza battere ciglio.
ASSISTENTI: Peretti 6 - Colarossi 5,5
VAR: Aureliano 6,5
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