Campione d’Italia con 87 punti e un doblete al primo anno di Cristian Chivu, l’Inter riparte dalla fiducia degli operatori, che l’hanno messa in cima alle lavagne del prossimo campionato. Della stagione del bis vista dai numeri abbiamo parlato con Arianna Venegoni di Sitiscommesse.com, che per il portale segue quote e statistiche del calcio.
Arianna, partiamo dalla stagione appena chiusa. Qual è il numero che racconta meglio lo Scudetto di Chivu?
"Gli 87 punti, perché dentro ci sono le 11 lunghezze sul Napoli, un campionato preso in mano nella seconda metà della stagione e poi gestito con continuità e gli 89 gol segnati che dicono come è stato vinto. Poi c’è la Coppa Italia che ha completato il doblete. Per me però il dato più forte resta quello sulla panchina. Chivu è entrato nel ristretto gruppo degli allenatori capaci di vincere lo scudetto al primo anno sulla panchina dell'Inter. Per chi costruisce le quote, la continuità tecnica è uno dei fattori che contribuiscono a mantenere alto il rating di una squadra, ed è uno dei motivi per cui l’Inter riparte da favorita".
Lautaro ha chiuso da capocannoniere con 17 gol, davanti alle 14 reti di Douvikas e Malen, e Thuram ne ha aggiunte 13. Quanto incide la coppia nelle valutazioni?
"Incide molto, ma non solo per i 30 gol complessivi. Per gli operatori una coppia offensiva consolidata significa continuità di rendimento e minore incertezza nelle valutazioni. Lautaro ha chiuso da capocannoniere, Thuram ha superato la doppia cifra e, soprattutto, hanno dimostrato di poter reggere il peso dell'attacco per un'intera stagione. Quando una squadra conserva riferimenti offensivi di questo livello, il mercato tende a modificarne poco il rating iniziale. È uno dei motivi per cui l'Inter continua a essere considerata la squadra da battere".
Gli operatori hanno aperto le lavagne del campionato 2026/27 con l’Inter intorno a 1,90. Una fiducia così netta d’estate, su un campione in carica, è normale?
"Una quota così bassa d'estate per la squadra campione non è la norma, ma è un segnale forte. Indica una superiorità tecnica e progettuale che il mercato considera nettamente superiori rispetto alle rivali. I bookmaker non prezzano solo la vittoria passata, ma la stabilità del club, la forza della rosa e soprattutto le incertezze delle rivali, che evidentemente partono molto indietro. Più che un atto di fiducia, è la fotografia di come il mercato valuta oggi il rapporto di forza tra Inter e concorrenti".
La stagione parte però con un’incognita in più, il Mondiale giocato d’estate. Le squadre con tanti reduci pagano qualcosa in avvio?
"Storicamente sì. Chi porta i suoi giocatori fino alle ultime settimane del torneo li recupera tardi, con meno preparazione insieme al gruppo e una condizione da ricostruire, e l’Inter, con Lautaro e Thuram impegnati negli Stati Uniti, è tra le società più esposte. Le quote tendono già a incorporare questo fattore, ma è un effetto che si vede più sulle quote delle prime giornate che sull’antepost, che fotografa l’intera stagione. Il consiglio che do è di osservare le prime tre o quattro lavagne di campionato, lì si capirà quanto il Mondiale è entrato nelle gambe dei campioni d’Italia".
A chi guarda le quote da tifoso, magari solo per capire come viene vista la sua squadra, cosa suggerisci?
"Di leggerle come un termometro e non come una promessa. Una quota intorno a 1,90 racconta un’Inter molto forte, non un’Inter già campione, e il calcio resta lo sport in cui il Leicester ha vinto una Premier bancata a 5.000 volte la posta. Aggiungo una cosa a cui tengo, cioè restare sempre nel perimetro dei concessionari ADM, dove esistono regole, limiti e strumenti di autotutela. Le quote sono un modo in più per leggere il calcio e devono restare quello".
Chiudiamo con le previsioni. Dove può arrivare l’Inter del possibile bis?
"Guardando ai numeri, il bis è uno scenario assolutamente credibile. La spina dorsale che ha vinto due trofei è rimasta il cuore del progetto, mentre le rivali stanno cambiando molto, dal nuovo corso di Allegri a Napoli alla ricostruzione affidata a Spalletti dalla Juventus. Il salto vero è atteso in Europa, perché dopo l’eliminazione con il Bodo/Glimt la Champions è l’obiettivo che manca a questo ciclo. Per me la partita dell’anno sarà tenere insieme le due cose, la difesa del titolo e una campagna europea all’altezza della squadra che il mercato continua a valutare come la principale favorita".
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