Si chiude con l'archiviazione il procedimento della procura di Milano sul "caso arbitri", legato alla figura dell'ex designatore della CAN A e B Gianluca Rocchi. Nulla di fatto quindi, con l'accusa che non ha raccolto elementi sufficienti per procedere con l'indagine riguardo a presunti condizionamenti sulle designazioni dei direttori di gara.

L'avvocato D'Avirro: "Rocchi è contento, ma ha pagato un costo pesante"

A rilasciare le prime dichiarazioni a LaPresse è stato l'avvocato Antonio D'Avirro, che ha affiancato e difeso Rocchi in queste settimane tutt'altro che facili. Ha detto: "Ci ho parlato ed è molto contento, domani lo vedrò e parleremo bene di cosa fare ora". Poi D'Avirro ha puntualizzato: "Fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se Rocchi ha pagato un prezzo pesante, quando è esplosa la cosa si parlava più di lui che di Trump".

Poi l'avvocato ha parlato delle richieste della procura: "Dopo l'interrogatorio avevo ricavato una impressione favorevole, perché Rocchi aveva risposto puntualmente a tutte le contestazioni, giustificando la sua posizione. Nel corso dello stesso interrogatorio gli elementi dell'accusa consistevano nel fatto che avrebbe ricevuto dei condizionamenti, ma ha dimostrato che le scelte arbitrali sono sempre state fatte in piena autonomia e che non aveva mai subito alcun condizionamento da parte di nessuno". Insomma, smentita a pieno dallo stesso Rocchi quella che era la ricostruzione dell'accusa.

Sulle "bussate": "Finalizzate a correggere un grave errore"

Dovrà ora concludersi il procedimento, trasferito alla procura di Monza, riguardo le situazioni in cui Rocchi ha bussato alla porta della sala VAR di Lissone. D'Avirro ha spiegato: "Non vedo come possa essere una frode sportiva. Il fine era la correzione di un grave errore arbitrale, non certo l'alterazione del risultato della gara. Non vedo come possa profilarsi una frode sportiva". 

Archiviata la vicenda nella giustizia ordinare, resta da capire ora cosa succederà in ambito sportivo. La documentazione della procura di Milano passerà infatti alla Procura della FIGC, che procederà a una nuova indagine. D'Avirro però è tranquillo: "Quello che era il fatto grave e contestato come frode sportiva, che avrebbe potuto dar luogo a una contestazione di illecito sportivo, mi sembra sia caduto pacificamente".

Soddisfatto anche Antonio Bana, avvocato che ha affiancato Rocchi e D'Avirro: "La Procura ha esercitato l'azione penale con prudenza e responsabilità, basandosi su accertamenti completi. Non hanno trascurato gli elementi di prova a favore del nostro assistito, abbracciando in questo modo i principi costituzionali".

Sezione: Copertina / Data: Mer 15 luglio 2026 alle 15:45
Autore: Alessandro Savoldi
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