«Sono felice, ma a che prezzo ho ritrovato la mia felicità?». Sono le parole di Gianluca Rocchi che trapelano oggi attraverso il Corriere dello Sport e che il designatore avrebbe consegnato ai suoi legali, D'Avirro e Bana, dopo la notizia dell'archiviazione richiesta dalla Procura di Milano

"Le persone per bene hanno sempre tanti amici, c’è stato chi è arrivato prima. Ha pianto, anche, perché il peso da innocente si sente il doppio. Poi ha staccato col mondo, non il suo, quello piccolo, che circonda Firenze. Alla fine anche il pm Ascione è stato (o si è) convinto che quell’inchiesta non avrebbe portato da nessuna parte. Nessuna di quelle quattro partite (Bologna-Inter, Inter-Milan, Inter-Verona e Torino-Inter) aveva profili illeciti". Ora si aspetta l'ok definitivo dal GIP per l'archiviazione. 

E l'Inter. "Ora c’è, ora non c’è. Non è un gioco di magia, ma quello che è successo all’Inter, la società destinataria delle presunte designazioni pilotate, ma contro la quale non è stata trovata una singola prova - si legge sul Corsport -. Il club nerazzurro è apparso e subito dopo scomparso negli atti dell’indagine come iscritta nel registro degli indagati e poi subito archiviata come «diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto», ossia la frode sportiva".

Per quanto riguarda la Procura federale della Figc, invece, "il materiale da esaminare dovrebbe essere solo quello relativo alle eventuali pressioni sulle designazioni. Allo stato, non emergerebbero profili di punibilità, ma tutto il materiale probatorio dovrà essere valutato. E’ vero che ciò che non è penalmente rilevante, potrebbe esserlo invece dal punto di vista sportivo, ma le telefonate fra Rocchi e i suoi uomini non sembrano contenere ipotesi di illecito. Al massimo, ma è una tesi tutta da dimostrare, l’ex designatore potrebbe incorrere nell’art. 4 del codice di Giustizia Sportiva (lealtà, correttezza e probità). Già, potrebbe..."

Sezione: Rassegna / Data: Gio 16 luglio 2026 alle 09:12
Autore: Antonio Di Chiara
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