La Corte di giustizia dell'Unione europea si è pronunciata sulla compatibilità con il diritto comunitario di alcune norme introdotte dalla Fifa per regolamentare l'attività degli agenti di calciatori e allenatori.

Il procedimento nasce da una richiesta del Tribunale regionale di Magonza, chiamato a decidere su una controversia avviata in Germania da due agenti. Al centro del ricorso ci sono diversi aspetti del regolamento Fifa, tra cui i limiti alla rappresentanza multipla, il tetto imposto ai compensi e le condizioni previste per ottenere la licenza necessaria a svolgere l'attività.

Fifa considerata in posizione dominante

Secondo i giudici europei, la Fifa può essere considerata in posizione dominante nel mercato relativo ai servizi degli agenti. Alcune delle regole previste dall'organizzazione internazionale possono inoltre rappresentare una restrizione alla libera prestazione dei servizi all'interno dell'Unione europea. Particolare attenzione è stata riservata anche al divieto di contattare un calciatore già sotto contratto con un altro agente, salvo durante i due mesi precedenti alla scadenza dell'accordo. La Corte ha stabilito che una limitazione di questo tipo risulta incompatibile con le norme europee in materia di concorrenza.

La decisione finale spetta al tribunale tedesco

La pronuncia europea non chiude direttamente la controversia. Spetterà ora al Tribunale regionale di Magonza applicare i principi indicati dalla Corte di giustizia e stabilire quali conseguenze produrranno concretamente sulle disposizioni Fifa contestate. La decisione potrebbe comunque avere conseguenze significative sull'attuale sistema di regolamentazione degli agenti, soprattutto per quanto riguarda la libertà di concorrenza, i rapporti con i calciatori assistiti e i limiti economici imposti alle commissioni.

Sezione: News / Data: Gio 16 luglio 2026 alle 15:07
Autore: Ludovica Ferrante
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