Nel corso della lunga intervista concessa per il podcast di Luca Casadei One More Time, Walter Sabatini è tornato a parlare della sua esperienza nella dirigenza dell'Inter. Ribadendo il suo pensiero: "Fu un'esperienza drammatica perché ho fatto un errore di approccio imperdonabile: ho accettato la proposta di un membro interno dell'Inter, che non voglio citare, di non entrare nell'organigramma. Io accolgo questa richiesta per una mia generosità, per una mia vogliadi agevolare gli altri, fare del bene eccetera. Invece non ti puoi permettere all'Inter di fare una cosa del genere, perché non essere nell'organigramma ufficiale della società significa non esserci. Sono stato una meteora nell'Inter e ancora oggi ho un dispiacere enorme: l'Inter è una bellezza di società con opportunità enormi. C'era Zhang come proprietario, io curavo anche lo Jiangsu Suning, ho portato Fabio Capello e facevo il mercato. La Cina mi ha distratto troppo: stavo un mese via, poi tornavo all'Inter e c'erano cose che non sapevo. Ho perso quasi totalmente il controllo e non me lo perdonerò mai".

Nainggolan? Formidabile e incontrollabile

A scatenare la fine della sua esperienza in nerazzurro, rivela Sabatini, c'è stato un alterco con Steven Zhang: "Un litigio veramente feroce. Però se tornassi indietro non rifarei un errore del genere. Io e lui parlavamo in inglese, lo parlo per sopravvivere; se sono costretto faccio ricorso alle mie ultime risorse e lo parlo". Sabatini parla poi del suo legame con Radja Nainggolan: "Era un giocatore formidabile. Me lo ricordo benissimo. Sempre ubriaco, ma era un giocatore un giocatore inimitabile, io infatti ho rinunciato nella mia testa a trovare un giocatore uguale. Fisicamente nessuno era come lui, ma era incontrollabile. Gli piaceva troppo bere. Gli piacevano troppo le donne, ma le donne piacciono anche a me, ma lui non è mai riuscito a controllarsi nella sua vita". 

Sezione: Copertina / Data: Lun 06 luglio 2026 alle 19:05
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
autore
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.