Finalmente le nazionali. Io, a differenza di moltissimi colleghi e tifosi, sono contento quando gioca l’Italia. Non sarà una o due settimane senza il campionato di Serie A o la Champions League a farmi perdere il sorriso. Anche perché sono fermamente convinto che il vivere le partite degli Azzurri quasi come un fastidio abbia contribuito in qualche modo al declino del nostro movimento. Troppo facile lamentarsi e sparare sentenze dopo le varie eliminazioni ai playoff del Mondiale quando in precedenza non si è seguito nulla.

Quindi speriamo che i ragazzi di Mancini, dopo una partita disastrosa col Belgio e una più che convincente contro la Francia, si ripetano con i Bleus. In un match che tra l’altro riguarderà da vicino parecchi nerazzurri. Diouf, qualora dovesse scendere in campo, verrà schierato sulla fascia. Lui non ama particolarmente quel ruolo, ma se Chivu e Zidane lo vedono lì, dovrebbe magari anche entrare nell’idea che possa avere davvero un futuro brillante sulla corsia destra o su quella mancina. Poi per carità, sarà anche un buon centrocampista, ma da mezzala rischia di sedersi parecchio a Milano e di non volare mai per Parigi per la sua Francia, quindi direi che momentaneamente c’è poco da scegliere.

Attenzione: apprezzo la personalità e l’onestà di Diouf, non è da tutti essere così schietti, ma credo sia anche giusto e corretto riportare sempre un quadro generale della situazione. Tra l’altro leggevo su internet che alcuni sostenitori transalpini lo hanno anche troppo esaltato, definendolo già oggi meglio di Theo Hernandez. Io non credo che sia così. Anzi, sarebbe un male se Diouf pensasse di aver raggiunto un livello top come esterno, perché così non è. Dovrà lavorare e tanto, ma i margini per arrivare lontano esistono tutti. Scusate se non sono come quei tifosi col microfono che esaltavano senza se e senza ma l’ex rossonero. Io però voglio fare bene il mio lavoro, senza iperbole e sentenze da clickbait.

Allo stesso tempo non ho remore nel dire che con Pio Esposito l’Inter e la nazionale hanno un campioncino tra le proprie fila, qualcuno che potrà fare al caso di azzurri e nerazzurri per la prossima decade. Attenzione poi a dimenticare Barella. È vero che non era stato convocato a Bursa, ma il suo inizio di stagione con l’Inter è stato più che positivo. E pensare che non sia lui, per distacco, il miglior centrocampista agli ordini di Mancini, sarebbe a mio avviso un grave errore (il che non vuol dire che ci si debba accontare di prestazioni solo buone con l’Italia). Thuram e Dimarco sono rimasti a casa, mentre Bastoni, che ha segnato l’1-0 contro la selezione guidata da Montella, vorrà mettersi alle spalle Zenica.

Siccome siamo tutti umani non sarà cosa di un giorno all’altro, ma intanto rete e prestazione contro la Turchia possono solo che far ben sperare. 

Sezione: Editoriale / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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