Forse servirà un mastino, un annientatore. Un difensore che tampini l'attaccante e chiunque arrivi in area, non concedendo a lui (a loro) ossigeno, libertà di movimento ed idee. Occorrerà un centrale ruvido, ossessionante anche solo per la sua presenza. Un Claudio Gentile vecchia maniera. O più semplicemente un Acerbi o un de Vrij dei giorni più recenti. Quanto conta un elemento di questo tipo nella rosa dell'Inter? Parecchio. Soprattutto se il calcio praticato, voluto da Chivu è fondato sulla trazione anteriore. Non più sull'attendismo automatizzato ed agganciato alla massima copertura della metà campo, come fortemente voleva Inzaghi. Che di gol alla sua creatura ne fece realizzare tanti, ma attraverso un gioco ad elastico, di passaggi orizzontali e folate improvvise nei pertugi del momento.

Cristian Nostro ha un'idea diversa di football. Delle modalità con cui raggiungere il successo. Che nella passata stagione hanno prodotto uno straordinario doblete. Quando i marcatori 'cattivi' erano più di uno, e di fatto permettevano all'insieme di declinare senza eccessiva fatica i dogmi del tecnico. Oggi la squadra si è arricchita di nuove risorse, ma è orfana di marcatori 'a uomo'. Uno poteva essere Romero, è arrivato Stones. Il cui valore non è certo in discussione, così come la previsione di resa che ne confermerà l'importanza. L'inglese è giocatore arcigno, giovane e carismatico. Un difensore moderno, che però non rimpiazza l'archetipo lasciato vuoto da Acerbi e De Vrij. I numeri sono importanti per analizzare i momenti. Oggi i nerazzurri dopo 5 giornate ed 8 gol presi hanno una differenza reti a quota 7, 11 quella della Roma co-capolista. Lo scorso anno, con lo scudetto poi cucito sul.petto, il saldo nerazzurro arrivò a 54, 44 nella stagione del tricolore del Napoli, 67 quando arrivò la seconda stella.

Insomma, la differenza reti non dice tutto ma nemmeno poco. La ricerca di equilibrio tra realizzazioni fatte e subite è una priorità di Chivu. Che probabilmente cercherà di trasformare uno o più elementi della retroguardia in soggetti da trincea. In difensori che sappiano annullare Haaland come fece proprio Acerbi in una finale di Champions. Ed in tante altre occasioni. Qualcosa di positivo, forse un cambio di passo, si potrebbe concretizzare migliorando lo stato di forma di Akanji, non ancora ottimale in questo inizio di stagione. Anche Bisseck potrebbe affinarsi nella fase di one-to-one con l'avversario, idem per Carlos Augusto. L'allenatore proverà a realizzare questa missione. Del resto con Diouf la modifica da interno a laterale destro è riuscita: quasi un capolavoro. Trasformare Bisseck o chicchessia in Acerbi non è un miracolo. L'immaginazione nel calcio è forte, come la volontà.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 27 settembre 2026 alle 00:00
Giulio Peroni / Twitter: @peroni_giulio
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Giulio Peroni
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Giornalista e opinionista sportivo. Canali TV Sportitalia e Telelombardia Top Calcio 24. Emittente radiofonica Giornale Radio FM