Ieri maestosa con le squadre medie, oggi ancora meglio con le dirette rivali? Pensierino lecito e stupendo. Dopo il capolavoro in rimonta sul Napoli, dopo l'emancipazione psicologica espressa in novanta minuti di gara persa e poi riacciuffata: come solo gli autorevoli della pedata sanno fare. L'Inter a punteggio pieno dopo tre turni non fa notizia, il successo contro un avversario che non aveva battuto la scorsa stagione e che storicamente soffre, fa invece riflettere. Non solo gonfiare di gioia. Abituati come eravamo, ad una Nerazzurra formato 2025/2026 che negli scontri diretti aveva vinto sei volte, pareggiato quattro e in due occasioni era stata sconfitta. Bravi, bravissimi dodici mesi fa, ma non troppo. Al popolo della Beneamata era infatti rimasto un po' di amaro in bocca.

All'idea appena sfiorata di un tricolore più luccicante, vinto anche nei derby e nelle gare che fanno prestigio ed adrenalina, non attraverso un percorso di pregevole continuità quasi esclusivamente contro i club medio-piccoli. I ragazzi di Chivu sembrano avere rotto questo incantesimo, hanno svuotato di preoccupazione un'area di parziale criticità che in ogni caso un anno fa non aveva intaccato valori e numeri di uno scudetto agguantato in scioltezza. Nel 3-2 di San Siro è andato in onda il film del calcio. È la funambolica impresa di un gruppo che sullo 0-2 maturato nella ripresa non si è scomposto, si è compattato come un esercito in trincea. È risorto dalle ceneri di venticinque minuti di gloria sterile nei primi '45 e tanto buon Napoli fino al meraviglioso fioretto di Hojlund. Sotto di due reti con i partenopei si poteva anche andare in tilt, non avere ancora gambe e cuore per risalire la china. I Chivu Boys invece ci hanno creduto, immediatamente dopo il raddoppio avversario. I nerazzurri non hanno pensato alla rimonta, ma alla vittoria. Un vento che si è avvertito anche in tribuna.

Ecco la novella di questo settembre. Se non è una impresa quella contro la squadra di Allegri, poco ci manca. Siamo nel campo dei trionfi che cementificano un gruppo, che lo distolgono da qualsiasi bozza di paura e negatività. San Siro a fine match ribolliva di entusiasmo, assieme e per le squadra. Un delirio che forse più dello scorso anno profuma di consapevolezza. Non si potrebbe andare a Madrid in condizioni migliori. Non potrebbe esserci notte più indicativa per Chivu ed i suoi prodi.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 06 settembre 2026 alle 00:00
Giulio Peroni / Twitter: @peroni_giulio
vedi letture
Giulio Peroni
autore
Giornalista e opinionista sportivo. Canali TV Sportitalia e Telelombardia Top Calcio 24. Emittente radiofonica Giornale Radio FM