Inter-Napoli è uno scontro diretto? La domanda che ha accompagnato tutta la vigilia, dopo i dubbi amletici sollevati da Cristian Chivu nella conferenza stampa di ieri, non può avere una risposta definitiva il 5 settembre. Siamo solo alla terza giornata e, se torniamo indietro di un anno, sappiamo benissimo che lanciarsi in pronostici sarebbe perlomeno prematuro. Sicuramente Inter-Napoli è una classica della Serie A degli ultimi anni, visto che le due squadre si sono spartite equamente gli ultimi quattro scudetti. Se si uscirà da questo duopolio, dipenderà anche dalla competitività che dimostreranno le rivali più accreditate, tra tradizione da ritrovare (Milan e Juve) e progetti affascinanti da consolidare (Como e Roma).

Discorsi, comunque, da rinviare a data da destinarsi, per dare la precedenza al qui e ora, al campo che resta il giudice supremo. Anche alla terza giornata, pur senza essere Cassazione. Il campo inizialmente si colora di nerazzurro, con i padroni di casa che ci impiegano neanche due minuti a schiacciare gli avversari nella propria trequarti prima di scoccare con Andy Diouf la prima freccia verso la porta. Una conclusione su cui Alex Meret deve allungarsi per evitare lo svantaggio lampo. Di là Pepo Martinez deve fare gli straordinari sul tiro a colpo sicuro di André-Frank Anguissa, ispirato da Alisson, precedentemente innescato dal recupero di Amir Rrrahmani su Francesco Pio Esposito. Lo spagnolo, dopo essersi superato con un riflesso notevole, si limita a coprire il palo per parare il tap-in di Matteo Politano. Se ne vanno veloci dieci minuti di calcio piacevole, con le due formazioni a interpretare i ruoli esatti assegnati in sceneggiatura. Tra i nerazzurri è ancora Diouf a farsi notare, questa volta con un cross che finisce preciso sulla testa di Esposito, la cui incornata è facile preda di Meret. Al 20' la fotografia della partita: Inter super aggressiva, anche con giocatori ben al di fuori dal loro raggio abituale d'azione (vedi Dimarco a destra), e Napoli che va in apnea in costruzione ma non deve pagare dazio come era successo contro il Como una settimana fa. Il rovescio della medaglia è che, persa la palla, i nerazzurri lasciano molto campo alle loro spalle. Il tutto va inquadrato nel rapporto tra rischi e benfici, un discorso che si aggancia alle identità tattiche delle due squadre. Situazioni da approfondire nel cooling break, necessario nel forno di San Siro. Il time out lo sfrutta meglio Allegri, a lungo a colloquio con Anguissa. Che, al rientro sul rettangolo verde, va per la seconda volta vicino all'1-0. In questo caso è Manuel Akanji, con una scivolata disperata, a strozzargli l'urlo in gola. L'Inter si rifà vedere in attacco con un'azione di un difensore: Bisseck quasi replica la giocata già vista al debutto contro il Monza ma si perde al momento della finalizzazione, pur facendosi apprezzare per il tunnel rifilato a Rafa Marin. Lo 0-0 non si schioda neanche quando, a inizio recupero, Hojlund si trova tutto solo sul secondo palo potendo controllare e mirare. Ne esce un tiraccio molle che Martinez non fa fatica a respingere. Deve metterci decisamente più del suo Meret per dire di no a Lautaro Martinez, pericoloso con un diagonale da posizione molto defilata. La situazione di equilibrio senza gol resiste persino dopo l'esecuzione praticamente perfetta di Federico Dimarco su calcio di punizione. Traversa. Si chiude con questo rumore un primo tempo davvero godibile. 

SECONDO TEMPO - 

Dopo l'intervallo, dagli spogliatoi emergono una squadra senza modifiche, il Napoli, e l'Inter con due novità (Thuram e Jones per Esposito e Sucic). Per non farsi mancare nulla, a inizio ripresa, la partita offre un episodio arbitrale controverso: il braccio di Lobotka forse va a contatto con il pallone nell'area dei partenopei. Proteste vibranti soprattutto di Barella, il più vicino all'azione. Poco dopo, proprio Barella, su un passaggio avvelenato di Diouf, combina un pasticcio aprendo la strada ad Alisson. La sfera giunge a Politano che, dopo due tentativi, trova il pertugio giusto. Si sblocca la partita e, se possibile, diventa ancora più spettacolare. Ancora Alisson brucia la fascia sinistra e promuove un'azione infinita. Che tutti danno per conclusa, tranne Di Lorenzo, che ricicla un pallone vicino alla linea laterale e lo offre a Hojlund. Quest'ultimo ha spazio e si inventa una rasoiata imprendibile per Martinez. Due a zero che tramortirebbe qualsiasi squadra, non i campioni d'Italia. Che reagiscono di rabbia ma soprattutto di tecnica: Zielinski disegna un cross perfetto per Dimarco, che dalla riga di fondo la mette a disposizione per la scivolata vincente di Lautaro Martinez. Che qualche minuto dopo manca il bis su uno sviluppo non dissimile all'azione del 2-1. Non c'è un attimo di pausa, si fa fatica a seguire la gara senza perdersi qualcosa. Il tasto pausa lo schiacciano i due allenatori con i cambi: nel Napoli entra gente di qualità come De Bruyne e Neres, nell'Inter Carlos Augusto sostituisce un Dimarco che ha dato tutto. Il secondo cooling break introduce l'ultimo atto della sfida, con nuovi attori sul palcoscenico: Lucca prende il posto di Hojlund, Calhanoglu rileva Zielinski. Il colpo di scena è dietro l'angolo, lo si sente nell'aria: al 73' sembra fatta per il pareggio dell'Inter ma Thuram, da posizione privilegiata, colpisce in maniera poco accurata il pallone solo da spingere in porta. Il palo colpito dal francese suggerisce a Chivu di aumentare il peso offensivo, una specie di all in: dentro Bonny per Bastoni. Allegri risponde mettendosi a cinque con l'esordio di Badiashile; contemporaneamente Gilmour fa rifiatare Lobotka. Il cambiamento di struttura non giova al Napoli, anzi, diventa un boomerang: sul cross chirurgico di Carlos Augusto, Thuram brucia proprio l'ex Chelsea e insacca di testa il 2-2. Il pareggio fa saltare gli schemi: prima Thuram spreca clamorosamente, Neres non fa meglio. Anguissa sperpera inspiegabilmente spedendo a lato a un metro dalla porta. Gol sbagliato, gol subito. Lautaro fa valere la legge più antica del calcio convertendo in oro, in mezzo alla mischia, un assist di Akanji. Praticamente segnando una meta. Si aggiorna il tabellino, questa volta per l'ultima volta: 3-2 Inter. A San Siro si è vista la definizione di scontro diretto. Per la classifica si vedrà... 

Sezione: Focus / Data: Sab 05 settembre 2026 alle 19:59
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.