"Chi vince? Non sono bravo nei pronostici. Sono due squadre di grande personalità, del resto hanno animato la sfida scudetto degli ultimi anni. Vediamola, potrei dire l’Inter ma col Napoli non è mai stato facile. Partita che vale la pena godersi fino in fondo". Così Walter Zenga presenta la partita tra Inter e Napoli ai microfoni del Corriere della Sera.

Incuriosito da un duello in particolare?

"Per me i duelli sono poco interessanti, piuttosto mi soffermo sui due allenatori: come cambieranno la partita a seconda dei momenti. Chivu e Allegri sono due che sanno il fatto proprio. Hanno uno staff di livello, il confronto con loro in partita è importante".

Non ci dà due protagonisti di campo?

"Mi piacerebbe fossero Pio Esposito e Antonio Vergara, e non so neanche se quest’ultimo giocherà titolare. Sono per gli italiani, per i giovani di talento".

L’Inter è al completo e ha tante alternative, al Napoli mancherà McTominay e in difesa è corto.

"Un peccato. Mi sarebbe piaciuto che il Napoli avesse avuto tutta la rosa a disposizione. La partita sarebbe stata più bella, più vera. I vincenti ragionano così, vogliono il confronto con i migliori".

Ha una griglia Scudetto?

"Anche qui facile dire Inter, che negli ultimi quattro anni ha vinto due scudetti e raggiunto due finali di Champions. È sicuramente la squadra più completa. Gli altri fanno fatica a stargli dietro. Le dirette concorrenti si sono però attrezzate tutte molto bene. Mi incuriosisce la Roma di Gasp".

Il suo calcio e quello di oggi, quale sceglie?

"Non si può fare un paragone. Forse mi tengo il mio, meno spersonalizzato. Mentre ero in Nazionale, andavo in tv, facevo radio. I giornalisti erano a bordocampo. Oggi è tutto diverso".

Il calcio le ha più dato o tolto?

"Mi ha dato fama, popolarità, benessere. Ai ragazzi dico: vivete per il calcio ma non usate il calcio per vivere. Se pensi solo al dio denaro non vai da nessuna parte. Serve che ci sia passione. Ho fatto il portiere ad alti livelli, nella squadra per cui tifavo. Mi sono divertito, ho guadagnato. Poi ho fatto l’allenatore, ho visto posti come l’Arabia, l’Indonesia che non erano così in voga. Il bilancio a 66 anni è buono".

Poteva allenare ancora...

"Non siamo tutti Sarri o Gasperini, giusto così".

Sezione: Focus / Data: Sab 05 settembre 2026 alle 09:45
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.