Ieri Pio Esposito, mentre stava per entrare in sede per firmare il rinnovo di contratto con l’Inter, si è fermato con un tifoso nerazzurro non solo per i selfie di rito, ma pure per parlare in videochiamata con un’amica di quel ragazzo, sua grande fan. All’uscita poi da Viale della Liberazione eccolo ancora accontentare tutti i presenti per autografi e foto. Ecco, sapete chi non ha mai negato una foto a un suo ammiratore? Cristiano Ronaldo. E lo dico perché io a Madrid ci ho vissuto e lavorato quando CR7 e Mou iniziarono a mettere i bastoni tra le ruote al Barcellona di Guardiola. E sapete invece quanti giocatori mediocri se la credono e non perdono pochi secondi con i propri sostenitori? Tanti, troppi.

Questa educazione e modo di comportarsi di Pio ai più sembrare quasi insignificante, banale, scontata. Invece non lo è per niente. Dimostra che la punta è ancora attaccata alle sue radici, che sappia da dove venga, che non si è montato la testa, che è umile. E (anche) per questo sono convinto che avrà una carriera sfolgorante. E più che brillante. Ci tenevo a farlo notare anche a voi lettori, perché sono i particolari che possono fare la differenza in un giocatore. Certo, contano piedi, corsa, fisico e grinta, ma senza testa non arrivi da nessuna parte. E Pio la testa ce l’ha eccome.

Precisato poi che su FcInterNews, nonostante praticamente tutte le domande al giocatore siano state poste dal sottoscritto e non si sia scritto, come accade invece in siti meno letti, “Esposito a FcIN nel titolo”, perché quando ci sono tutti i giornalisti, non è simpatico, né veritiero secondo me far quasi intendere che si tratti di una semi-esclusiva, è giusto ora parlare del mercato, visto che alle 20 di ieri finalmente è terminato. In tempi di “Io mi, lamento, noi ci lamentiamo, tutti si lamentano”, specifico che io una quinta punta l’avrei presa eccome. Già mi vedo scrivere a gennaio, ancora una volta, di “quel giocatore abile nell’uno contro uno, capace di spezzare le linee avversarie, di saltare l’uomo, di creare la superiorità numerica che potrebbe arrivare qualora ci fosse un’opportunità da cogliere…”. Si vedrà.

Per il resto però sono stati acquistati giocatori importanti, soprattutto per alzare il livello qualitativo di tutta la rosa. Non so se l’undici titolare sia più forte rispetto a quello dell’anno scorso, in realtà non credo, perché Dumfries era determinante per l’Inter. Però Stones è sicuramente uno che sa il fatto suo. Provedel va bene come secondo. Jones a centrocampo aumenterà la concorrenza di un reparto davvero forte. Spence potrà essere utile, mentre Pavard, che considero comunque un nuovo acquisto, è un titolare aggiunto di un sestetto difensivo tra i migliori d’Europa. Si può arrivare lontano, insomma. Però che si abbia la stessa fame di vittoria della scorsa stagione. E che una partita con un primo tempo da 7-8 a 0 come quella contro il Cagliari, venga chiusa subito, senza il brivido finale.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 02 settembre 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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