A fine partita, nella consueta intervista doppia a bordo campo, Marcus Thuram, premiato come migliore in campo, accanto probabilmente al vero migliore in campo (Ivan Provedel), aveva il tono dimesso e l'espressione di chi aveva appena perso malamente una partita. Eppure il tabellone recitava Venezia-Inter 0-2. Tradotto: 3 punti, 25 su 27 in classifica e record storico per il club. No, Tilkus non aveva altre pene in testa in quel momento. Semplicemente assaporava ancora il retrogusto amaro di una prestazione deludente della squadra, uscita sì vittoriosa dal Penzo ma in modo difficile da spiegare. Onestà intellettuale, oltre a mettere agli atti l'ennesima, fondamentale vittoria in un periodo di grande stanchezza di una rosa la cui profondità al momento è solo un vago ricordo, impone di sottolineare una prova sotto tono di una squadra che non ha saputo far valere la propria superiorità rispetto all'avversario. Capitano partite così, in cui fatichi a sbloccarla e ti deve piovere dal cielo il classico episodio per riuscirci. Ma quello che lascia perplessi è che in situazioni simili, comunque, l'Inter creava opportunità a raffica peccando però di imprecisione. Stavolta no, in laguna sono emerse diverse difficoltà anche solo a calciare verso la porta di Filip Stankovic.

Era prevedibile che non sarebbe stata una passeggiata: con l'arrivo di Davide Nicola, il visagista delle pericolanti, il Venezia non è più quella bagnarola che imbarcava acqua da tutte le parti e il Napoli può testimoniare. Ma il primo tempo del Penzo è davvero sconcertante per quello che l'Inter ha messo in campo: lentezza di gamba e di testa, prevedibilità, sensazione di improvvisazione con il pallone tra i piedi e palesi squilibri in difesa, al punto che i padroni di casa meriterebbero il vantaggio se Provedel, rispetto ai compagni, non fosse presente mentalmente e fisicamente sul posto. Le parate dell'ex Lazio sono state determinanti, due in particolare ai limiti del miracoloso a certificare il pallore della prestazione nerazzurra contro i veneziani. Nella ripresa, dopo le tre sostituzioni operate da Cristian Chivu (che a fine gara ha ammesso che li avrebbe cambiati tutti se avesse potuto), non è che la situazione sia evoluta particolarmente nella direzione giusta, anche se difensivamente la capolista ha corso meno rischi, concedendo solo un'unica, colossale palla gol al subentrato Busio. Per il resto a guidare sterilmente le danze è stata l'Inter, che ha dovuto attendere un guizzo di Thuram e la sventurata deviazione nella propria porta di Moreno per scacciare i fantasmi, i cui profili erano sempre più evidenti minuto dopo minuto. Il raddoppio, firmato dalla altrettanto sfortunata deviazione di Halhal su deviazione del sempre presente Carlos Augusto, ha certificato una vittoria non propriamente meritata e discretamente casuale, ma assolutamente importante.

Intascare, ringraziare e guardare avanti. In altri tempi l'Inter avrebbe lasciato punti al Penzo dopo una performance così negativa, ma il carattere, la fiducia e una buona dose di fortuna hanno avuto il loro peso specifico. Onore al Venezia per aver interpretato la gara nell'unico modo possibile e aver cullato a lungo persino il sogno del colpaccio. Bravi comunque i nerazzurri a farsi trovare pronti quando la sorte ha emesso il proprio verdetto. Vittoria da archiviare ed energie da recuperare, almeno quelle visto che tra gli assenti nessuno sarà a disposizione per il derby di sabato. Ed è fisicamente e atleticamente impegnativo, giocando ogni tre giorni, mantenere alto il livello delle prestazioni (c'è chi rischia il burn-out per eccesso di minutaggio). Basta guardarsi intorno: il Milan le prende dal Bologna in casa, la Roma si fa raggiungere e la vince solo nel finale, il Como deve attendere gli ultimi 10 minuti per ribaltare il proprio destino a Torino, la Juventus, beh, soprassediamo... Non a caso, chi continua a volare in classifica a braccetto con l'Inter è la Lazio, che non ha impegni infrasettimanali a parte questo nono turno di campionato. Ora testa al derby, sarà dura nonostante i cerotti rossoneri, inutile fingere che non sia così. E tra qualche settimana questi 3 punti piovuti dal cielo verranno ricordati con il sorriso, non certo con l'espressione di Thuram a fine partita.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 00:00
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.