Nell'Inter di oggi l'usato sicuro supera il nuovo: chi già c'era (ad ora) sembra più in palla di chi è arrivato da poco. Semplici considerazioni, nessun consuntivo. Il percorso nerazzurro è infatti solo all'inizio, nulla può considerarsi affermativo. Intanto registriamo l'andazzo del momento, l'attualita' dei singoli giocatori. E' solo una evidenza di fine ottobre, dopo un mercato estivo oneroso e creativo, finalizzato alla crescita tecnica e di personalità del gruppo. Attese e disattese. Chi aspettava Djed Spence ha trovato le performance al rialzo di Andy Diouf e Carlos Augusto. Chi prefigurava Curtis Jones ed Aleksandar Stanković nel progetto verticale e geometrico del centrocampo, sta applaudendo il fenomenale 37enne Henrikh Mkhitaryan: grande maestro di football, esempio di campione. E chi vedeva in John Stones il clone di Francesco Acerbi o Stefan de Vrij, ha ritrovato il mastino inglese un po' fragile, che nelle ultime due stagioni è rimasto spesso ai box: 20 presenze lo scorso anno e 28 in quella precedente.

La squadra di Chivu, insomma, fa sempre più affidamento sulle colonne del biplete. Per ora i colpi di mercato cercati e conclusi osservano dalla seconda fila, dal ruolo di riserve pronte a sviluppare il proprio potenziale. Questione di infortuni, forma atletica, forse anche di feeling. Solo il tempo dirà se Spence (opaco con lo Shakhtar) saprà ritagliarsi un posto sulla fascia destra o sinistra, se Jones offrirà lo stesso dinamismo plurifase di Barella e dell'altalenante Sucic, se Stankovic potrà alternarsi nel ruolo di metronomo al pari di Calhanoglu e Zielinski. E se Stones saprà aumentare la compattezza nel reparto difensivo, per la verità un po' in sofferenza in questo primo blocco.

L'Inter società, Chivu in testa, crede molto nei nuovi innesti. Ad oggi non esistono motivi per dubitarne valore e prossima efficacia. Va da sé che la concorrenza interna, nel rispetto delle gerarchie mai marmoree ed intercambiabili, sia già di per sé un contenuto a quattro stelle. Un mattone nella costruzione di un gruppo solido ed efficiente. Forse una delle principali cause del favoloso stato di grazia di gente come Augusto e Diouf. In attesa di prossima affermazione, i nuovi possono ammirare, applaudire ed emulare i veterani.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 00:00
Giulio Peroni / Twitter: @peroni_giulio
vedi letture
Giulio Peroni
autore
Giornalista e opinionista sportivo. Canali TV Sportitalia e Telelombardia Top Calcio 24. Emittente radiofonica Giornale Radio FM