'Sottovalutazione' è la parola tabù tra Milano e Venezia nella settimana del derby che prevede una tappa intermedia: il turno infrasettimanale. Un fastidio di cui liberarsi senza conseguenze sul morale e il fisico per l'Inter, con l'obiettivo di presentarsi tirata a lucido e con il pieno di punti in classifica all'appuntamento di San Siro contro il Milan. "Dovremo sudare per vincere", ha puntualizzato Cristian Chivu a pochi minuti dal match del Penzo. Facile solo sulla carta perché i pensieri rischiano di correre troppo veloci in avanti, senza restare fissi sul presente. Su quell'avversario capace di battere il Napoli appena undici giorni fa. La squadra di Davide Nicola, a dispetto di una classifica che la colloca all'ultimo posto, dà l'idea di non partire battuta già nelle premesse costruendo subito due situazioni interessanti dalla destra: nulla di che, semplici messaggi che comunque non vengono recapitati a Ivan Provedel, confermato tra i pali dopo l'esordio assoluto contro la Fiorentina. I campioni d'Italia si muovono con le marce basse, dando rare accelerate improvvise grazie alle combinazioni nello stretto a agli uno contro uno sulle fasce. Il problema arriva ogni volta che c'è da fare la giocata in area. Attorno al quarto d'ora, entra in questa zona calda Petar Sucic, prima di finire a terra per un tocco di Johann Helgason. Luca Pairetto fa correre l'azione, non assegnando il penalty. Decisione confermata dopo il consulto con la sala VAR, che forse ha pure rilevato la posizione di offside del croato. Al 23', finalmente un'occasione degna di nota: Sucic imbuca per Bonny, che va a sbattere contro l'uscita puntuale di Filip Stankovic. Sul ribaltamento di fronte, il Venezia va veloce in verticale con Lion Lauberbach, atterrato da Yann Bisseck. L'arbitro non interviene, Lissone neanche. Il sospetto resta. La partita si accende perché si comincia a correre da un lato all'altro del campo: da una parte si rendono pericolosi Zielinski e Bastoni, dall'altra Adams costringe a una  Provedel a una parata super. Ci prova anche Ale Stankovic, ma la sua conclusione è murata. Poco dopo, arriva l'ennesima ripartenza del Venezia che Bastoni deve fermare con le cattive ricorrendo a un fallo tattico su Adams. Giallo e punizione ghiotta per Helgason. Il cui tiro, deviato, viene respinto da Provedel praticamente sul piede di Lauberbach, che da lì non può rifiutare il tap-in. Lo gioia della maggior parte dello stadio esplode per qualche secondo, prima che si insinui il dubbio che ci sia qualcosa di irregolare nell'azione dell'1-0. Un minuto dopo si scopre che Lauberbach aveva qualche centimetro di spalla oltre il penultimo difendente. Si ritorna sullo 0-0, risultato che vacilla per due volte nel giro di poco: prima Bonny manca la zampata nell'area piccola, poi il solito Lauberbach si vede cancellare una rete già fatta dalla parata sensazionale di Provedel con il pallone che si stampa successivamente sulla traversa. Passata la paura, l'Inter torna ad attaccare privilegiando sempre la corsia destra, quella dove Andy Diouf dà sempre la sensazione di poter far succedere qualcosa che, puntualmente, non succede mai. E' un po' la fotografia del primo tempo che si conclude senza reti. 

SECONDO TEMPO -

Dopo 46' minuti giocati così dalla sua Inter, con Provedel migliore in campo a evitare il peggio, Chivu decide di mettere mano alla formazione cambiando tre pedine: dentro contemporaneamente Hakan Calhanoglu, Manuel Akanji e Nicolò Barella al posto di Stankovic, Bisseck e Sucic. Il primo guizzo di una ripresa lenta è di Marcus Thuram, trasparente nella prima parte: il suo tiro finisce docile tra le mani del portiere. Si va piano, con uno scenario decisamente scontato che va in scena: attacco contro difesa nella trequarti degli arancioneverdi. Con relative transizioni che arrivano come scariche elettriche per evitare agli spettatori di annoiarsi troppo. Una di queste produce una chance gigantesca per il Venezia, cestinata malamente da Gianluca Busio praticamente dal dischetto del rigore. Il punteggio rimane invariato, cambiano invece alcuni interpreti: Bonny fa spazio ad Esposito, nel Venezia entrano Basic e Yeboah. Ques'ultimo, al primo pallone toccato, innesca la fuga di Adams per il secondo 1-0 di serata annullato. La situazione di impasse rimane tale anche dopo i due tentativi di Thuram e quello trascurabile di Dimarco con l'esterno sinistro. Per sbloccarla servono due autogol fantozziani del Venezia: nel giro di 3', Matias Moreno con una scivolata improvvida beffa Stankovic,poi condannato anche da un tocco di petto casuale di Redouane Halhal sugli sviluppi di un corner battuto da Calhanoglu. Due a zero e tre punti in saccoccia, dopo una partita sudata, come aveva annunciato Chivu due ore prima. 

Sezione: Focus / Data: Mer 28 ottobre 2026 alle 20:22
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.