Non si può sempre brillare nel gioco, è risaputo. Ma l'Inter di Coppa non aveva ancora brillato, né vinto. E qualche timore reverenziale dei calciatori nell'Inter è stato messo in evidenza sin dal primo tempo. E dire che l'approccio era stato molto positivo, con i primi 5 minuti interessanti sul piano dell'approccio. Nonostante le imprecisioni offensive, lo spirito interista è stato ottimo. Ma non è arrivato il gol e il possesso palla estenuante dello Shakhtar ha portato la squadra di Chivu a stare un po' arroccata su sé stessa, memore degli spazi lasciati al Club Brugge una settimana prima. Il gioco europeo è molto differente da quello della Serie A e l'Inter, ormai, l'ha capito. Marotta nel pre-partita aveva continuato a ribadire la parola "sogno" come chiave per il percorso in Champions.

L'Inter ha approcciato bene anche il secondo tempo della sfida contro lo Shakhtar. Poi l'agonismo è salito oltremodo anche per qualche provocazione di Alisson Santana, tra uno stop di rabona e quella bicicletta che ha fatto infuriare Marcus Thuram sul settore sinistro difensivo dell'Inter. Anche Bastoni si è innervosito perché gli ucraini non hanno buttato fuori un pallone mentre l'Inter si era fermata. E in pochi attimi è cambiato tutto, con l'inferiorità numerica interista a farla da padrona e uno Shakhtar che non ha preso poi troppo campo. Anzi, gli spazi li ha lasciati in difesa e l'Inter ne ha approfittato usando tecnica, qualità e velocità. Ma soprattutto mestiere: il cioccolatino di Mkhitaryan non era solo da scartare, perché lo stop a seguire di Carlos Augusto è stato devastante. Così come la concretizzazione e quel balletto che ha fatto divertire un po' tutti i tifosi sui social.

Vincere aiuta a vincere: quando la squadra non rende al meglio delle proprie possibilità, occorre limitare i danni e badare solo ed esclusivamente al sodo. Ecco perché sono stati importanti gli interventi di Pepo Martinez nel finale. Così la porta è stata chiusa ed è arrivato anche un clean sheet importante per la fiducia di tutta la squadra. L'Inter deve pensare solamente a sé stessa poiché gli impegni sono molti e nel giro di pochi giorni. Tre partite in una settimana forniranno un indirizzo ancora più chiaro sul prosieguo del cammino stagionale. L'acuto Champions del Biscione è stato fondamentale e la fiducia ora cresce. Ma guai ad abbassare la guardia...

Sezione: Editoriale / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 00:00
Niccolò Anfosso
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Niccolò Anfosso
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Giornalista pubblicista nato nel 2000. Laureato con il massimo dei voti in Scienze della comunicazione. Cresciuto a pane, sport e libri. Alla continua ricerca della perfezione