Nonostante la sfida col Venezia sia il più classico dei testacoda, per un match col risultato che sembra più scontato, servirà una partita più che seria da parte dell’Inter per tornare a casa con i 3 punti. E qui entra il gioco la testa, o meglio, l’approccio al determinato appuntamento. Un mio vecchio allenatore sosteneva che tu le sfide le potevi già vincere prima di scendere in campo, se non totalmente, almeno al 70%-80%. Se sei tecnicamente, tatticamente e fisicamente superiore ai tuoi rivali, “basta” affrontare gli avversari con la consapevolezza dei propri mezzi, la voglia di vincere, la grinta di chi non è mai sazio di nulla e allora, alla fine, tornerai a casa felice, per aver conquistato un risultato positivo. E alla fine è vero. Non è che ci sia molto da spiegare. Se sei migliore, vinci. Ma devi esserlo davvero e non solo a parole. Senza mai e poi mai dare nulla per scontato, giocare con sufficienza e arroganza calcistica.

Poi certo, la palla è rotonda e gli episodi possono anche condizionare la singola gara. La certezza assoluta di un qualcosa non esiste mai. Però tu devi essere bravo in ogni aspetto, dare tutto nel rettangolo verde di gioco e allora non avrai nulla di che recriminare. Ecco perché i nerazzurri dovranno dimostrare comunque di aver capito gli errori di questa prima parte di stagione. Sono i più forti in Italia? Sì, lo dice lo scudetto cucito sul petto. Ma non significa che abbiano già 3 punti prima del fischio di inizio di ogni partita. Ergo, a Venezia servirà la miglior versione dell’Inter. Concentrazione massima, giocate notevoli e obiettivo trionfo da raggiungere anche per prepararsi al meglio ad un trittico di gare più che complicato: derby, Feyenoord e Como.

Attenzione però, i 3 punti in palio al Penzo valgono esattamente quanto i 3 punti col Milan e contro la squadra di Fabregas. Idem in Europa con gli olandesi. Il discorso di base però non è che cambi troppo. L’Inter è più forte del Venezia, certo. Ma lo è anche del Milan, del Feyenoord e del Como. Affrontare però tali partite in modo tracotante e superbo, porterà inevitabilmente a delle brutte batoste. Se invece ogni avversario – anche in modo inconscio, attenzione – verrà sfidato con la voglia di ribadire all’Italia e all’Europa chi vuole confermarsi campione in Serie A e chi sogna comunque di togliersi delle belle soddisfazioni in Champions, allora i nerazzurri potranno arrivare alla sosta in modo esaltante.

Postilla finale: l’Inter è la squadra nettamente più danneggiata dagli arbitri in questo inizio di stagione. Era già successo nella passata annata. Milan e Napoli, negli anni dello scudetto vinto su Inzaghi, avevano protestato per molto meno. Giusto non dare alibi ai propri giocatori, ma si deve anche riportare la mera cronaca dei fatti, perché non conta assolutamente nulla che i nerazzurri abbiano vinto a Bologna e con la Fiorentina. Gli errori, da parte di arbitri e VAR, restano lì. Come dico sempre tutti possiamo sbagliare, ci mancherebbe. Ma non sottolineare i torti a Thuram e compagni sarebbe allo stesso tempo un altro errore imperdonabile. 

Sezione: Editoriale / Data: Mer 28 ottobre 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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