È serata di Champions League. L’Inter dovrà assolutamente battere lo Shakhtar Donetsk per avvicinarsi al vero obiettivo di questa prima parte di stagione in Europa, quello dei playoff. Se infatti a inizio torneo i nerazzurri, giustamente, puntavano ad entrare nelle prime otto, adesso, dopo due sconfitte in altrettante partite, si deve pensare quantomeno a portare a casa il minimo risultato. Se poi dovessero arrivare 6 vittorie su 6 (o magari 5 e un pareggio) sarà un altro discorso. Ma meglio volare bassi, anzi, essere del tutto realisti. Se infatti i ragazzi di Chivu sono stati sconfitti in 7 delle ultime 8 gare europee – con la sola vittoria col Borussia Dortmund – sarebbe quantomeno inopportuno continuare a parlare di possibile conquista della quarta, visto che al momento i risultati dicono esattamente l’opposto. I ko sono una regola, non un’eccezione. Sognare è un discorso, far passare certe fantasie come lo scopo stagionale, è sbagliato.

Per un discorso espresso lettera per lettera, argomento per argomento, ieri in conferenza stampa da Alessandro Bastoni, uno dei braccetti migliori al mondo, ma anche un ottimo giornalista, dato che ha espresso con cognizione di casa, calma e i giusti termini, dei concetti che sostanzialmente erano sotto gli occhi di tutti. Ma che si faceva fatica a tirare fuori. Basto è stato schietto, realista, un perfetto giornalista sul pezzo, che dopo aver esaminato dati e statistiche ha detto la sua, meritandosi, almeno per quello che mi riguarda, solo complimenti. Si può essere d’accordo o meno su alcune sfumature dei concetti espressi dal ragazzo, ma la verità di fondo è sicuramente quella, non si scappa.

L’Inter è forte, ha il dovere di competere, di provare ad arrivare il più lontano possibile, ma guai a credere che sia stata costruita col dovere di vincere in Europa. Per prima cosa va comunque migliorata la fase difensiva, sia in Champions, che in campionato. Idem l’approccio. E serve restare concentrati 90’, 95’ o 100’. Intanto contro gli ucraini, che sono una buona squadra, non eccezionale, ma da non sottovalutare, esattamente come lo era il Bruges, serve far vedere di aver fatto tesoro dei propri errori. Così arriveranno i primi 3 punti della manifestazione. Poi di nuovo testa al campionato. Passo dopo passo. Per meritarsi nuovi complimenti. E magari, tra qualche mese, arrivare a conclusioni, positive, diverse da quelle espletate dall’editorialista Bastoni.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 21 ottobre 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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