Ci ha preso gusto, Carlos Augusto. Dopo gol e assist a Bologna, ecco l'acuto vincente del forte esterno brasiliano contro lo Shakhtar che permette alla Beneamata di tornare a vedere un po' di sereno anche in Europa. Una vittoria, quella contro gli ucraini, che vale più dei tre punti in palio, perchè prevalere in dieci su una squadra forte come quella allenata da Arda Turan, aumenta di molto l'autostima. Lo ha detto nel post gara anche Cristian Chivu. Come a Bologna, Carlos Augusto è stato decisivo per le vittorie dell’Inter in coabitazione con il professor Mkhitaryan, trentasette anni, che ancora disegna calcio e dispensa fosforo quando il mister gli dice di entrare. Si tratta di due giocatori che possono dare un contributo diverso alla causa vista la differenza di età, ma sono accumunati da serietà e professionalità che al momento ne esaltano il rendimento, al netto delle indubbie qualità tecniche, tattiche e fisiche.

L’Inter vista nel primo tempo di Bologna e a San Siro contro lo Shakhtar Donetsk non è stata la squadra dominante che sogna Cristian Chivu. Il timore di continuare a prendere gol sta prevalendo sulla voglia di mettere da subito l’avversario all’angolo. Al Dall’Ara la musica è cambiata nel secondo tempo grazie all’apporto dei subentrati. Mercoledì in Champions hanno fatto la differenza i cambi e la voglia della squadra di ribellarsi agli eventi che sembravano segnati in negativo dopo l’evitabile espulsione di Bastoni che con le sue inutili spinte agli avversari aveva rovinato una prestazione da centrale difensivo sino a quel momento impeccabile. Sono comunque arrivati tre punti fondamentali per continuare a credere che la Beneamata possa ancora far parte dei club che accederanno direttamente agli ottavi di finale di Champions, anche se al momento l’ipotesi playoff appare la più credibile. Vedremo cosa succederà il prossimo tre novembre nella bolgia del De Kuip di Rotterdam contro il Feyenoord, tre giorni dopo il derby con il Milan.

Purtroppo in questa stagione anche l’Inter sta subendo la dura legge degli infortuni. Si sente l’assenza di Lautaro Martinez: capitano, bomber e leader tecnico. Lo rivedremo dopo la sosta. Così come mancano ancora all’appello John Stones e Curtis Jones, due che sono stati scelti per aumentare lo spessore tecnico e di personalità del gruppo, specialmente in Europa. Manca Benjamin Pavard che stava facendo bene prima dello stop per un problema muscolare. L’ultimo ad entrare in infermeria è Luis Henrique, risentimento agli adduttori che però dovrebbe essere smaltito a breve. Del resto l’infortunio è la dura e inevitabile legge per le squadre di rango chiamate a disputare gare importanti ogni tre giorni.

E domani si torna al Meazza alle 12.30 per affrontare la Fiorentina che, come nella scorsa stagione, ha iniziato malissimo il campionato ed è stata costretta a richiamare Paolo Vanoli come sostituto dell’esonerato Fabio Grosso. La Viola ha solo quattro punti in classifica frutto di una vittoria, un pareggio e ben cinque sconfitte. Un cammino che non può essere accettabile dall’ambiente, visto che i giocatori di qualità non mancano in riva all’Arno. Vedi Mastantuono, tanto per citarne uno. E proprio per questo l’Inter avrà l’obbligo di scendere in campo concentrata come se dovesse affrontare una competitor per lo Scudetto.

Probabilmente anche domani vedremo una squadra che tenderà a essere più pragmatica che bella, perché le energie ora vanno dosate e non sempre si potrà vincere in rimonta, anche se si tratta di campionato dove l’impresa è già riuscita in quattro gare sulle sette disputate. Questo non vuol dire che ci dovremo abituare ad un’Inter sempre dietro la linea della palla in attesa della giocata vincente. Ma un maggior equilibrio tra la volontà di attaccare e la necessità di saper difendere appare indispensabile per continuare a fare punti preziosi per la classifica.

E come sempre un grande apporto lo darà San Siro. In dieci contro lo Shakhtar, quando il campo si era trasformato in un Everest quasi impossibile da scalare, la Curva Nord ha trascinato la squadra alla vittoria. Applausi.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 00:00
Autore: Maurizio Pizzoferrato
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