Ospite di ‘Casa Sky Sport’, Marcello Lippi risponde alle domande di tifosi ed ex giocatori in diretta video su Sky Sport, partendo dal momento attuale contraddistinto dalla pandemia Covid-19: "Passo le giornate come tutti, con attenzione per rispettare le restrizioni e sperando nei risultati. Poi grazie a voi rivediamo tutte le partite e le grandi prestazioni di grandi campioni, e questo è un grande incoraggiamento per tutti gli italiani. In Cina il Coronavirus è stato affrontato con grande rigore, soprattutto a Wuhan, e la battaglia è stata vinta. Ora hanno riaperto le attività, non ci sono più contagi ma tutti i cinesi che sono tornati in Cina dal resto del mondo, per ora circa 500, sono stati messi in quarantena".

"Il rapporto con la squadra è importante per un allenatore - aggiunge Lippi, spostando il discorso al calcio -: quelli che riescono ad ottenere risultati riescono ad entrare nella testa dei giocatori. Io ho sempre voluto essere una guida, non è importante essere simpatici o meno. Ho avuto grandi dialoghi con i miei leader a cui a volte ho anche chiesto una mano, è giusto coinvolgerli anche da qual punto di vista. E io ho avuto importanti risposte. Ho avuto la fortuna di avere grandi campioni e grandi uomini. Allenare di nuovo l’Italia? Sarebbe una cosa meravigliosa, ma ormai ho già dato. Una terza volta sarebbe un po' troppo. Non ho intenzione di fare più l’allenatore, soprattutto in una squadra di club. Magari tra qualche mese se capiterà qualche Nazionale più vicina della Cina potrebbe anche essere, ma non è sicuro. Sono già arivate chiamate, ma ora pensiamo alla fine di questo cavolo di virus e poi vediamo dopo l’estate. Ho vissuto tanti momenti importanti con la Juventus ho vinto una Champions League, ci conoscevano dappertutto. Ma non avete idea di cosa significhi vincere un Mondiale: ti riconoscono tutti".

Nella formazione degli ex giocatori avuti in carriera e diventati ora allenatori spicca anche Antonio Conte, accompagno da altri grossi nomi: "Chi è riuscito meglio nel ruolo di allenatore? Non mi fate fare scelte (ride, ndr). Con tanti di questi, soprattutto con quelli che ho avuto alla Juventus, ci ho passato tanti momenti al telefono; mi chiedevano di esercitazioni o altre cose. È successo con Montero, con Vialli al Chelsea, con Paulo Sousa in Cina... Sono tutti ragazzi che hanno avuto successo da giocatori e ora da allenatori, perché sono delle persone di alto livello capaci di coinvolgere le persone. Li seguo tutti con affetto e stima. Nesta l’ho portato in Cina io e sta confermando le sue qualità, prima o poi arriverà a lavorare in Italia".

L'ex ct della Nazionale racconta poi il retroscena sull'arrivo alla Juventus di Paolo Montero, vicino al trasferimento all'Inter dall'Atalanta nel 1996 ma poi volato a Torino: "È stato il primo che ho voluto fortemente. L’avevo avuto all’Atalanta, poi dopo due anni la Juve parlando con Moggi, Girando e Bottega chiesi di prenderlo. Mi dissero di chiamarlo, lo chiamai e lui stava andando a parlare nella sede dell’Inter a Milano. Gli dissi di prendere la macchina e di venire a Torino, e lui lo fece".

Sezione: News / Data: Ven 10 aprile 2020 alle 17:10
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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