Mariella Scirea è tra le persone che hanno attaccato gli ultras della Juventus dopo il minuto di silenzio per Mazzola passato allo Stadium dando le spalle al campo. "Ma come si fa? Non si può difendere un gesto del genere. Da una parte mi conforta che il resto dello stadio abbia reagito, cercando di coprire quei deficienti, però che siano dieci, cento o mille, non cambia. Che peccato! Non vorrei quasi parlarne, perché ho paura che li si faccia diventare protagonisti e si stimoli l’emulazione, ma non si può non condannare".

"Penso - prosegue - a cosa ha ispirato le generazioni da vent’anni a questa parte: il Grande Fratello, il gossip, il culto del denaro, del lusso, dell’apparire. Mi dispiace fare discorsi da vecchia, ma se non hai avuto grandi esempi a cui fare riferimento, alla fine è più probabile che tu faccia cavolate come mancare di rispetto a un morto. Mazzola simile a Gaetano? È vero, che lui ha iniziato come mezzala. Ed è vero che sarebbe inorridito di fronte a un comportamento come quello di domenica allo Stadium. Se ne sarebbe vergognato di sicuro".

La vedova Scirea racconta di aver subito qualcosa di simile anni fa. "Tutta questa attenzione, questa indignazione pubblica, mi sarebbe piaciuto vederla anche in altre occasioni in cui si è mancato di rispetto a dei morti. Qualche anno fa, ero allo stadio con mio figlio Riccardo e la curva della Fiorentina ci aveva accolti con una scritta sui muri del Franchi: “Scirea brucia all’inferno”. Ti rendi conto? Brucia… Ho provato molto dolore. E il giorno dopo c’era un piccolo trafiletto sul giornale e fine di tutto".

"Il minuto di silenzio per Mazzola è stato rovinato da dei cretini, punto - dice ancora la Scirea -. Però la rivalità, una volta sana, tra Juve e Inter, è stata esacerbata fino alla follia dalle vicende giudiziarie. Anche quelle successive. Quei dieci punti tolti nel 2023, per esempio... stiamo ancora aspettando che ci parliano delle plusvalenze degli altri. Ma lasciamo stare". Più avanti, aggiunge. "Non voglio immaginare cosa sarebbe successo se, al centro della questione degli arbitri e delle pressioni su Rocchi, ci fosse stata la Juve. Sarebbe scoppiato un caos pazzesco, con un’ondata di sentimento popolare per far condannare la Juve. L’abbiamo visto troppe volte purtroppo

Sezione: Focus / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 10:20
Autore: Antonio Di Chiara
vedi letture