"Non eravamo i più forti, ma riuscimmo ad arrivare in fondo", ricorda Marco Materazzi a proposito di quel 9 luglio tanto amaro per gli italiani da ormai qualche anno. L’ultimo gol dell'Italia in una fase finale del Mondiale porta la firma della leggenda interista e risale a quella sera: "Fa strano pensarci", ammette amareggiato al Corriere dello Sport.

Mourinho è tornato a Madrid.  
"È l’allenatore giusto per il Real. Il suo gioco magari non entusiasma a livello estetico, ma porta risultati. Romperà gli equilibri e metterà pressione al Barcellona che ha tante certezze".

Chivu l’ha sorpresa? 
"Da giocatore non parlava continuamente di tattica, ma evidentemente aveva dentro questa vocazione. Dopo il ritiro l’ho visto molto coinvolto nel lavoro con i giovani. A Cristian tutti hanno voluto bene. Io, lui e Stankovic abbiamo ancora una chat comune. Nel giorno dell’infortunio alla testa andammo tutti in ospedale perché eravamo preoccupati, poi tornammo più volte a trovarlo: questo racconta bene il rapporto che avevamo".

 L’Inter intanto spinge per Palestra. 
"Penso sia pronto. Ha già dimostrato di avere personalità e coraggio. Si può inserire molto bene in un gruppo che considero ancora il più forte".

Bastoni si è ritrovato invece al centro di grandi polemiche. 
"Non ha commesso qualcosa di così grave. Mi sono rivisto un po’ in lui. A livello mediatico c’è stata un’esposizione eccessiva. Dal punto di vista personale, però, queste situazioni ti rafforzano. La sua fortuna, come fu per me, è avere alle spalle un ambiente che gli vuole bene". 
 

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 20 giugno 2026 alle 10:37
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
autore
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi