Lautaro Martinez si è presentato già ieri ai nastri di partenza per cominciare gli allenamenti in vista dei futuri impegni "da tre punti" della stagione. Dall'altra parte, Mike Maignan e Adrien Rabiot arriveranno dopo Ferragosto a disposizione di Amorim. Eppure gli impegni mondiali dei giocatori nerazzurri e rossoneri sono finiti nello stesso fine settimana, quella della finale e della "finalina" al Mondiale.

Da qui una riflessione oggi sulla Gazzetta dello Sport, a firma G.B. Olivero. "Il 25 luglio 2006 Pippo Inzaghi si stava godendo la più bella estate della sua vita, quella da campione del mondo. Adriano Galliani lo chiamò per chiedergli se potesse rientrare prima a causa dell'improvvisa ammissione del Milan ai preliminari di Champions e non fece in tempo a finire la telefonata: Pippo era già al check-in. Il premio arrivò nel maggio seguente, quando Inzaghi segnò la doppietta rossonera nella finale di Atene contro il Liverpool. Lautaro Martinez è fatto di quella pasta li: pasta del capitano. Inzaghi non aveva la fascia, ma giocava con la maglia del Milan tatuata addosso. Lautaro ha anche la fascia e sa che, oltre all'onore, porta con sé una serie di oneri".

"Lo spogliatoio non viene governato a forza di urla, ma di comportamenti. Il gruppo ti segue per ciò che fai, non per ciò che dici. leri Lautaro si è presentato ad Appiano Gentile. Avrebbe potuto chiedere un surplus di vacanze? Certo. Gli sarebbe stato concesso? Sicuramente, anche perché poi l'argentino tira la carretta tutto l'anno. Ma non ha fatto nulla di tutto ciò. Mike Maignan è un tipo meno solare, questione di carattere. Il suo Mondiale si è concluso il giorno prima di quello di Lautaro, con i sei gol presi dall'Inghilterra nella finale del terzo posto. Ma le sue vacanze dureranno una settimana in più. Il capitano del Milan si ripresenterà a Milanello il 16, quattro giorni dopo la data prevista (che già sembrava generosa). Stesso programma per Rabiot: d'altronde, se lo fa il capitano, possono farlo tutti. L'esempio, già. Maignan è un portiere, svolge una preparazione diversa e impiega poco tempo per prepararsi al debutto ufficiale. Ma se qualche tifoso storce il naso, beh, è normale perché il nuovo calendario impone una partenza lanciata: cinque giornate prima della sosta autunnale, perdere subito terreno sarebbe grave. Evidentemente Maignan non ha considerato come sia finita la stagione del Milan, con la clamorosa esclusione dalla Champions. Non ha considerato la necessità di Amorim di istruire tutto il gruppo. Non ha considerato il suo ruolo nello spogliatoio, importante quanto quello in campo. Ci sono cose peggiori, certo, e se la società gli ha concesso qualche giorno di vacanza in più avrà fatto le sue valutazioni. A Maignan basteranno due paratone per riappacificarsi con i tifosi che faticano a perdonargli pure l'assenza al funerale di Baresi. Era dall'altra parte del mondo e non conosceva bene Franco, vero. Ma il tempo per rientrare c'era e la fascia non è un elemento decorativo: impone una linea di condotta, soprattutto quando bisogna rendere omaggio a chi l'ha indossata magistralmente per 15 anni".

Sezione: Rassegna / Data: Lun 10 agosto 2026 alle 09:52
Autore: Antonio Di Chiara
vedi letture