Intervista a tutto tondo per Gianfranco Matteoli al Corriere dello Sport. Il centrocampista parte dal commento sulla situazione in casa Cagliari e piano piano arriva fino a casa Inter.

C’è il caso Esposito. 
«Non entro nel merito della trattativa con la società, ma trovo scandaloso il certificato medico per stress emotivo. Lo stress lo vive il contadino che ho visto questa mattina andare verso il campo sotto un sole feroce, o mio padre che si alzava all’alba per mungere le pecore. Ci vuole rispetto, io non mi sarei mai sognato di fare una cosa del genere». 

 Parliamo del campionato. La favorita per lo scudetto? 
«L’Inter è ancora la più forte. Il Napoli può darle fastidio, ma parte dietro». 

E in Europa? 
«Il discorso è diverso. Sul palcoscenico internazionale ti confronti con i colossi. È tutto più complicato». 

Anche perché il calcio italiano attraversa una crisi. 
«Abbiamo dimenticato di insegnare la tecnica ai nostri giovani. Servono anni per affinarla, insegnare la tattica è molto più semplice. Ma senza la tecnica di base dove vuoi andare?». 

Adesso si corre di più, però. 
«Storie. I calciatori di un tempo sembravano lenti da lontano. Quando te li trovavi di fronte era un’altra faccenda. Ricordo quando ero al Como e andammo in A il nostro allenatore, il povero Burgnich, organizzò una partita con i suoi ex compagni dell’Inter, c’erano Facchetti, Corso, Suarez. Io mi fermavo durante la partita a guardarli, fenomeni autentici». 

Lei è stato campione d’Italia con l’Inter nell’89 ma i primi passi li ha mossi nel Como. Cosa pensa del fenomeno Fabregas? 
«Una realtà incredibile. Ai miei tempi il Como vendeva, adesso compra». 

Sezione: Rassegna / Data: Lun 10 agosto 2026 alle 10:06
Autore: Antonio Di Chiara
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