"La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che questa unità ora venga onorata, per una leadership che sia al servizio del calcio, non che cerchi di dominarlo". Questa è la presa di posizione di UEFA, CONCACAF e AFC espressa in una lettera aperta firmata dai presidenti delle confederazioni calcistiche europea, asiatica e centroamericana Aleksander Ceferin, Salman Bin Ibrahim Al Khalifa e Victor Montigliani in merito alle recenti condotte della FIFA e in particolare del suo presidente Gianni Infantino. La nota delle tre confederazioni prosegue cpsì: "Il calcio è la più grande passione condivisa al mondo. Non appartiene a nessun individuo e nessuna istituzione, appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, alle federazioni e a ogni istituzione incaricata di salvaguardarne il futuro. È con questo spirito che parliamo collettivamente oggi. La crescita registrata nell'ultimo decennio è stata reale, ma questo progresso non è mai stato opera di un singolo individuo. È stato il prodotto della Fifa, delle confederazioni, delle federazioni affiliate e delle migliaia di persone che dedicano la propria vita a questo sport".

Nel mirino il tentativo di privatizzare il Mondiale

Si legge anche un riferimento al tentativo fallito di Infantino di vendere il Mondiale a dei fondi privati:  "La leadership nel calcio non è un possesso, non si tratta di detenere o pretendere il potere. È un dovere di servizio verso la famiglia del calcio che glielo affida. Quando la fiducia viene tradita con l'inganno, quando un individuo si pone al di sopra del collettivo che gli ha affidato l'autorità, quel dovere viene meno. La recente lettera della Fifa ai suoi vicepresidenti e alle 211 federazioni aderenti riconosce che sono stati commessi errori nel processo, parla di fallimento della comunicazione quando invece ciò a cui il calcio ha assistito è stato un errore di giudizio. Una proposta avanzata in tempi ristretti, senza una consultazione significativa e con una scadenza fissata prima che le federazioni affiliate potessero esaminarne adeguatamente i termini non è frutto di una svista, bensi di una strategia volta a limitarne il controllo. Non è stato riconosciuto che la proposta stessa fosse intrinsecamente errata, non si riconosce ancora che sia stato un grave errore di valutazione, non solo un errore procederuale ma una fondamentale violazione di fiducia nei confronti delle stesse istituzioni che la FIFA  è chiamata a servire". 

Sezione: News / Data: Lun 10 agosto 2026 alle 15:53
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.