“Ha avuto più opportunità, ha giocato forse in un ruolo più adatto alle proprie qualità. Era lo stesso che era 8 mesi fa quando magari qualcuno lo criticava, ma le sue qualità le ha mostrate fin da subito". Cristian Chivu si è espresso così in merito ad Andy Diouf dopo il 3-3 al Dall'Ara contro il Bologna, ultima partita di campionato lo scorso 23 maggio. Riferimento inevitabile in conferenza stampa, dopo le fiammate del francese che nella ripresa hanno trascinato l'Inter alla rimonta da 3-1. Un attestato di stima significativo per un giocatore di 23 anni arrivato con ben altre aspettative e che si è ritagliato uno spazio in un ruolo non suo, in cui ha comunque mostrato sprazzi di talento che, se inquadrati nel modo giusto, promettono molto bene.
UN UNICUM NELLA ROSA
L'ex Lens ha fatto fatica a trovare spazio, da centrocampista non si è adattato alle necessità della squadra e i movimenti di mercato dell'Inter invitano a credere che non sarà inserito tra i giocatori del reparto mediano. Chivu lo vede più come esterno, a destra, che è la posizione in cui gli ha concesso più minuti ottenendo in cambio guizzi e giocate estemporanee in grado spesso di cambiare lo status quo delle partite o creare scompiglio tra le maglie avversarie. Al di là di Bologna, partita del resto poco significativa, sono ancora negli occhi dei tifosi le sue sgroppate contro il Como, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, vittoria in rimonta a cui lui ha contribuito con il suo ingresso in campo nella ripresa. Giocatore ancora grezzo da un certo punto di vista, ma che quando si accende diventa un unicum nella rosa nerazzurra e alla luce degli attuali obiettivi di mercato potrebbe restarlo. Dribbling secco da fermo, progressioni palla al piede e costante uno contro uno, con strappi a volte irresistibili. Insomma, non è un esterno pronto, ma con il lavoro potrebbe dare soddisfazioni. Sempre che lui sia disposto a rimodellarsi tatticamente.
NOME ARCINOTO
Ad oggi, mentre è impegnata nella ricerca del titolare di fascia dopo l'addio di Denzel Dumfries, l'Inter continua ad avere fiducia in Diouf nonostante una prima stagione piuttosto ai margini. C'è la sensazione che il meglio debba ancora venire e non è un caso se persino Antonio Conte aveva chiesto al Napoli di acquistarlo la scorsa estate, prima del blitz nerazzurro. E non è un caso se un direttore sportivo navigato e con l'occhio clinico come Giovanni Sartori abbia svelato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport come tre anni fa avrebbe voluto prendere il francese: "Ero andato a vedere Calafiori e scoprimmo quanto era forte Ndoye. Sa chi volevo prendere? Diouf, quello dell’Inter, ma costava troppo". Parole che probabilmente hanno sorpreso chi, per usare un eufemismo, non si considera un fan del classe 2003 ma che testimoniano come i nerazzurri non si siano mossi alla cieca lo scorso agosto quando si sono presentati in Francia con un assegno da 20 milioni più bonus. Poi il campo a volte emette altri verdetti, ma volendo usare una metafora giuridica, ad oggi con Diouf siamo solo a una sentenza di primo grado. Tempo per far ricredere la giuria ce n'è.
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