Vigilia di Real Madrid-Inter, Cristian Chivu si presenta ai giornalisti presenti nella sala stampa del Santiago Bernabeu per raccontare le sue sensazioni prima di questa importante sfida. Ecco le sue parole riportate dall'inviato di FcInterNews a Madrid.

Che esame sarà domani? Che ricordi hai in questo stadio?
"Abbiamo l'obbligo di scrivere pagine importanti per la storia di questa società. Le mie emozioni in questo stadio? E' diventato ancora più bello, più moderno, ci fa piacere poterci giocare. Per me Mourinho è una persona speciale che mi ha dato una mano importante in un momento difficile della mia vita e non lo dimenticherò mai".

Quanto c'è di Mourinho nella tua idea di calcio?
"Non ho mai copiato nessuno, ho la mia idea costruita in tanti anni di settore giovanile, ho lavorato con le nuove generazioni, sperimentato cose che mi sono servite in questi anni da quando ho deciso di allenare".

Vuoi un'Inter sempre dominante, vuoi esserelo anche domani?
"Giocare al Bernabeu non è mai semplice per nessuno, sono 60 anni che l'Inter non vince qui, tante squadre hanno fatto fatica, Non vogliamo snaturarci, vogliamo essere competitivi, dominanti, far vedere che siamo cresciuti, consapevoli che non esiste un modo perfetto per affrontare il Real perché ha giocatori che possono fare la differenza e metterti sempre in difficoltà".

Dopo Cagliari ha detto che Jones e Stones si trovano bene in alcune partite: è arrivato il loro momento?
"Non è importante chi parte ma i 16 che possono dare il contributo in quella partita, in quella giornata specifica. Lo abbiamo visto in queste prime tre giornate di campionato, lo abbamo visto anche a Cagliari e contro il Napoli quanto sono importanti i subentrati perché ti danno energia, qualità. Per me domani si vedrà e vedrete le scelte che farò".

L'anno scorso il girone di Champions era partito più soft e poi sono arrivate le più forti, che effetto fa avere solo due giorni per preparare una partita subito così forte? Preferiva partire diversamente?
"Avrei scelto magari un giorno in più di riposo dopo una partita estenuante e bella come quella di sabaro sera ma purtroppo il calendario è questo. Sono 8 partite, 4 in casa e 4 fuori, in queste ultime due edizioni abbiamo capito quanti punti fare per finire tra le prime 8, abbiamo capito cosa vuol dire non qualificarsi e fare i playoff, sono tutte competitive e possono metterti in difficoltà".

In Italia siete la squadra da battere, in Europa invece dove la posizioni? Mourinho dice che è strano che l'Inter non ha ancora rivinto la Champions.
"La domanda è se lui volesse che la vincesse... Con la competenza di dirigenti e giocatori, siamo arrivati a questo livello. Da anni fanno vedere cose importanti, hanno raggiunto due finali di Champions, una di Europa League, vinto titoli, campionati, coppe. Con le idee, il lavoro, siamo in una situazione in cui molti pensano che ce la possiamo fare. Ma la Champions è bastarda, a volte ci vuole anche fortuna. Noi vogliamo solo essere competitivi ed essere all'altezza di questa competizione e di quello che la società ha raggiunto in questo anni".

Questa squadra ha qualcosa in comune con l'Inter di Mourinho?
"Sono passati anni, il calcio è cambiato, quella era una squarra competitiva che ha scritto una pagina importante nel calcio italiano e in Europa. Questa squadra ha fatto cose belle, è un gruppo di grandi uomini e grandi giocatori che cercano sempre di dare il massimo per cercare di scrivere una pagina importante. Hanno raggiunto finali europee, non vinte è vero ma abbiamo vinto campionati e coppe. Ogni squadra vive il suo tempo e bisogna godersele e accontentarsi di quel periodo. Noi vogliamo scrivere ancora pagine importanti è chiaro".

L'anno scorso siete partiti bene ma non avete evitato i playoff. Ci vogliono almeno 5 vittorie?
"Sedici punti, abbiamo capito in due edizioni che 15 non bastano. Dobbiamo solo fare il meglio senza pensare ai punti a partire da domani".

Vede il timbro di Mourinho nel Real?
"Un allenatore nuovo, giocatori nuovi, devono abituarsi a cosa vuol dire Real Madrid che è tanta roba. Subire la pressione e giocare in questa società non è mai semplice, hanno perso l'ultima in campionato ma immeritatamente, il Real ha fatto una grande gara. A volte capita di giocare bene e non vincere ma sanno come fare determinate cose e hanno giocatori importanti per il calcio internazionale".

Come ex giocatore di Mourinho cosa ha imparato? Anche per capire anche cosa sta portando al Real.
"Lui è bravo a calarsi nella realtà della società dfove lavora e trasmettere subito le sue idee e la sua mentalità. E' un vincente che sa trasmettere determinate cose in determinati momenti. Ce ne sono pochi come lui ma ovunque ha fatto vedere cosa vuol dire essere un vincente perché dovunque è andato ha vinto e sono sicuro il Real farà una grande stagione".

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 07 settembre 2026 alle 19:39 / Fonte: Da Madrid, Domenico Fabbricini
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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Domenico Fabbricini
autore
E' giornalista pubblicista dal 2003, direttore editoriale e fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e continua a seguire nuovi progetti editoriali a tema sportivo.