A Rotterdam fa freddo, ma solo a livello climatico. Questa sera il De Kuip sarà caldissimo: lo sa bene Cristian Chivu che questo stadio lo conosce avendo militato tra le fila dell'Ajax da calciatore (vincendo anche una Coppa d'Olanda) e lo ha ribadito in conferenza: "La squadra sa farsi trascinare dall'entusiasmo di questo stadio. Ma è anche bello per noi giocare in questo ambiente". D'altronde, nell'unica partita casalinga giocata finora qui in questa edizione, il Feyenoord ha battuto proprio un'altra italiana, il Como, e spera ora di ripetersi contro i nerazzurri in quella che, classifica alla mano, si può definire una sfida diretta. Ma siamo solo alla quarta giornata e tutto è ancora da definire. "L'Inter è forte, due anni fa ha fatto la finale, sa come si vince in Champions League" ha detto d'altronde Van Bronckhorst che conosce la forza dell'avversario e sa che oggi sarà una partita difficile, da ambo le parti, aperta a qualunque risultato. A rendere equilibrata questa sfida, che sulla carta dovrebbe vedere la squadra di Chivu favorita, non soltanto la classifica, che vale quel che vale in questo momento, quanto le difficoltà che l'Inter sta attraversando in campionato e Champions: derby perso giocando male, testa della classifica persa, avvio in Champions difficile (ma prima vittoria arrivata nello scorso turno contro lo Shakhtar), diversi infortuni (stasera mancheranno Lautaro, Luis Henrique, Jones e Stones, oltre allo squalificato Bastoni) e un approccio alle partite errato, come è oramai ampiamente palesato.

Ecco che allora la sfida di questa sera assume ancor più i contorni di un esame di maturità importante per i nerazzurri, che dovranno dimostrare che la caduta di soli tre giorni fa nel derby è stata solo un episodio, dovuto anche a fattori esterni che hanno limitato le scelte di Chivu; che può e deve mostrare un approccio diverso alle partite, il vero tallone d'Achille, e che in Champions può tornare tra le grandi. Anche perché, come ha detto lo stesso Thuram a nostra precisa domanda, "l'importante è essere consapevoli di questo problema di approccio e affrontarlo senza far finta che non esista". Prendere coscienza del problema è già un primo passo verso la risoluzione, si suol dire in psicologia, e l'Inter il suo lo conosce bene. Oggi dovrà affrontarlo e superarlo, per ottenere una spinta non solo in classifica, visto che il tanto agognato ottavo posto è distante dopotutto solamente tre punti, ma anche in vista del campionato, dove non va dimenticato che fino al derby l'Inter aveva ottenuto il miglior avvio di campionato di sempre, anche meglio dell'anno scorso, e i derby sono partite a sé, basti vedere gli ultimi scontri diretti con il Milan...

Chivu domani recupera finalmente qualche attaccante, Pio Esposito e Bonny ci saranno, e Provedel tra i pali; Pavard è nel gruppo, restano fuori solo i suddetti cinque. Si tornerà al 3-5-2, dopo l'esperimento fallito (ma obbligato) del 3-4-2-1 nel derby, cercando di mettere in campo la migliore formazione possibile, sapendo che da questa partita può arrivare una spinta notevole in un periodo intenso, in cui si gioca ogni tre giorni, e che porterà poi alla sfida di domenica contro il Como. Non fallire l'approccio e non sbagliare atteggiamento sarà questo il primo passo avanti da mostrare in Olanda, non essere costretti a rincorrere e recuperare, dominare la partita dall'inizio e trarne beneficio a livello psicologico. Il resto verrà da sé.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 03 novembre 2026 alle 00:00
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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Domenico Fabbricini
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E' giornalista pubblicista dal 2003, direttore editoriale e fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e continua a seguire nuovi progetti editoriali a tema sportivo.