La Gazzetta dello Sport prova oggi ad inquadrare i problemi dell'Inter, reduce dal quarto derby perso consecutivo, sebbene in una situazione di classifica ancora ottima (è seconda a -3 dalla vetta), ma con dei difetti ben definiti. Ad esempio, il fatto di essere andata sotto nel punteggio sei volte su dieci partite di campionato.

Ma non solo. "In effetti si avverte ad Appiano la sensazione che parecchi giocatori pensino più ai contratti da negoziare che agli allenamenti da azzannare - si legge -. Non è un mistero che Dimarco, escluso nel derby e lontano parente del miglior giocatore della scorsa Serie A, si sia lamentato del mancato rinnovo. Anche Calhanoglu è in scadenza e dalla scorsa estate, come confidò alla Gazzetta durante la tournée di Perth, aspetta una chiamata dalla società. Ma non sono i soli. Non basta l'incertezza sul futuro a determinare il rendimento, chiaro. Eppure nell'Inter l'elemento esterno sta coincidendo con una carenza generale di concentrazione che si riflette nelle partite: l'abusata parola approccio, che significa tutto o niente, è costata momentaneamente il primato in classifica e ha complicato la corsa in Champions". Altri punti critici, la stanchezza mentale che fa sì che alcuni elementi (viene citato Bisseck) non riescano a mantenere un adeguato standard ogni tre giorni e un mercato che finora non ha praticamente inciso. 

In compenso, l'altro lato della medaglia dice che "l'Inter ha conquistato 4 punti in più rispetto alle prime 10 giornate del 2025 perdendo due partite in meno". E nel colloquio con Chivu, i giocatori "hanno assicurato (anche pubblicamente, vedi Barella) di non aver smarrito la fame che li aveva portati a vincere scudetto e Coppa Italia soltanto cinque mesi fa".

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 08:00
Autore: Antonio Di Chiara
vedi letture