A prescindere dal risultato finale di Inter-Club Brugge, i campioni d’Italia, ad oggi, non sono candidati a vincere in Champions League. Potranno esserlo, forse, nei prossimi mesi. Ma per il momento è impensabile che Lautaro e compagni vincano la coppa dalle grandi orecchie. Prima della sfida con la squadra belga il ruolino di marcia era di 6 sconfitte su 7 partite. Certo, diversi ko erano sicuramente immeritati, in alcune partite l’Inter era uscita a testa alta, termine che piace tanto per commentare determinate delusioni, magari pure dominando gli avversari per lunga parte delle gare. Ma i numeri restano lì. Sono quelli. E bocciano senza se e senza ma l’undici di Chivu in Europa. Una volta è l’eccezione che conferma la regola, due disfatte posso anche far parte del gioco, ma 7 cadute su 8 sono una sentenza, o meglio, un qualcosa su cui riflettere per forza. Seriamente, senza derubricazioni o pensieri da tifoso troppo esigente o al contrario tafazzista.

Se la squadra di Simone Inzaghi era quella dello 0-5 col Psg, era anche quella di trionfi con Barcellona e Bayern Monaco, delle due finalissime di Champions. Va benissimo oggi l’entusiasmo e la fiducia nei propri mezzi, ci mancherebbe. Ma se ti esponi con certe dichiarazioni e fai capire come tu davvero pensi di poter arrivare all’ultimo atto di una competizione così complicata, poi devi far vedere anche sul verde le tue abilità. In campionato i nerazzurri, per ora, meritano solo applausi. Il percorso è assolutamente incredibile. Ogni partita è stata affrontata con la mentalità giusta, al netto di errori e amnesie difensive da matita blu. In Europa no. È semplice. L’Inter – dati aggiornati, 7 sconfitte su 8 - non è al livello delle big del Vecchio Continente, altrimenti perdere sarebbe l’eccezione, non la regola.

Sarebbe sbagliato cercare un capro espiatorio. Sono tutti colpevoli allo stesso modo. Ma urge un cambio radicale di registro, è evidente. Se difendi così, la paghi. I 4 schiaffi dal Bruges e i 3 gol di Tresoldi sono lo Scudetto stagionale del Milan oltre a una cocente delusione nerazzurra. Se non sfrutti le occasioni, vale lo stesso discorso. Se non giochi sin dal 1’ con la voglia di dimostrare subito la tua superiorità, rischi di tornare a casa con le pive nel sacco. E con zero punti in due partite di Champions. Al momento altro che qualificazione tra le prime 8, figuriamoci il pensiero della finalissima. Ora come ora testa bassa e pedalare. Capire davvero il proprio status. E puntare a migliorarsi giorno dopo giorno. Come allenatore e calciatori.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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