Tre reti al Parma, tre prelibate novelle. Al di là del risultato tondo, della storia che a S.Siro non c'è mai stata. La prima notizia, la più importante. L'Inter con testa alla Champions ha tanta voglia anche di campionato. Torna al successo dopo il pareggio di Roma, vince largo, lo fa divertendo e divertendosi. La seconda news, riconosciamolo, non è da meno. I ragazzi di Chivu non beccano reti. Non accadeva dalla seconda giornata di campionato (30 agosto, 0-1 a Cagliari), dando segnale di ulteriore crescita di quadratura tra i reparti.

È quasi una notiziona dopo quattro gare, Real compreso, dove ad ogni produzione avversaria, quasi sempre nei 'famigerati' primi tempi, ci si chiedeva quanto fosse divenuta psicolabile la retroguardia nerazzurra. Perfezionismo al potere. La terza novella non è basilare, ma gustosa. Si sono visti anche Stankovic e Spence. Ancora ingiudicabile il primo, pimpante il secondo. Sulla loro assenza qualcuno già intravedeva fantasmi e complotti, più comici che degni di un thriller di John Grisham. Accontentiamoci allora di questa gioiosa commedia dove tutto funziona e nulla fa pensare male.

La serata di San Siro, insomma, fiocca solo di notizie gaudenti. Di giocatori lasciati a riposo (come Lautaro e Luis Henrique), poi entrati con il vento in poppa e con la sacrosanta voglia di arricchire un bottino già ampiamente messo in cassaforte prima del riposo. Attenzione a dare per scontato il 3-0. I campionati si perdono perdendosi nelle cosiddette gare soft, un tranello che si argina solo con la massima concentrazione. Che l'Inter sta palesando da inizio stagione, magari con qualche sbavatura che peraltro non hai mai intaccato i risultati finali.

La Nerazzurra supera il test Parma, squadra che esprime giocatori interessanti (vedi Touré), che nell'occasione si è fatta un po' male con la gaffe iniziale del portiere Corvi che ha spalancato le porte al vantaggio di Sucic. Un harakiri costato caro in termini psicologici, ma contro il calcio produttivo e spumeggiante dei Chivu's poco avrebbe potuto il gruppo di Gilardino. Ora testa al Club Brugge, alla musichetta della Champions. All'Europa, che rispetto all'Italia è tutto un altro mondo.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 11 ottobre 2026 alle 00:00
Giulio Peroni / Twitter: @peroni_giulio
vedi letture
Giulio Peroni
autore
Giornalista e opinionista sportivo. Canali TV Sportitalia e Telelombardia Top Calcio 24. Emittente radiofonica Giornale Radio FM