Campionato ormai concluso e posizioni cristallizzate. Juventus campione d'Italia; Inter, Atalanta e Lazio in Champions League; Napoli, Roma e Milan in Europa League; Lecce, Brescia e Spal retrocesse. Restano da definire solo alcune posizioni (come il secondo posto e la lotta Roma-Milan per non andare ai preliminari di EL) e l'ultimo briciolo di speranza per la squadra di Liverani di rimontare sul Genoa distante 4 punti. Un campionato anomalo per alcuni, del tutto falsato per altri. Durante il lockdown, in molti avevano ribadito il concetto: comunque andrà a finire, sarà una stagione farsa. E adesso che tutto volge al termine, non possiamo far finta di nulla: tra preparazione fisica sfalsata, calendario folle (soprattutto per alcuni, vero Anto'?) e assenza di pubblico, la Serie A 2019/2020 va in archivio senza fuochi d'artificio.

Ma è corretto riflettere su quanto accaduto in queste ultime settimane, perché non tutto è filato liscio. Partiamo dall'Inter. Conte ha rivendicato a più riprese la bontà del proprio lavoro, sbattendo sul muso dei detrattori i numeri della sua squadra: miglior difesa, secondo miglior attacco, meno sconfitte di tutti. Occasioni perse? Chiaro. Ma non servivano certo le frenate con Sassuolo e Bologna per sapere che l'Inter non fosse una macchina perfetta. Ma chi lo è? Certamente non lo è la Juve, che ha finito col fiatone. Anche nell'ultima partita, quella dello scudetto, i bianconeri hanno confermato tutti i propri limiti, rischiando grosso in casa contro una Samp già salva. Ci sono voluti 7 minuti di recupero nel primo tempo e una papera di Audero per chiudere la pratica. Ha vinto Sarri, bravo Sarri. Ma la perfezione è altro.

Dietro ai campioni, la Lazio ha certamente pagato un prezzo salatissimo al lockdown: la squadra di Inzaghi viaggiava spedita, mentre al ritorno in campo si è piantata. E nemmeno l'enorme quantità di rigori di Immobile – non tutti limpidi, per usare un eufemismo – ha attutito la caduta. L'Atalanta ha fatto il possibile, perdendo punti vitali nel doppio confronto con la Juve conditi da parecchi abbagli arbitrali. Il Napoli è la vera grande delusione: nel suo secondo anno, Ancelotti doveva contendere il titolo all'ex Sarri. E invece disastro. Gattuso ha portato a casa almeno la Coppa Italia e ora pensa al Barça. Male la Roma, salvata nelle ultime gare da gravissime sviste arbitrali: ne sanno qualcosa Parma (mano di Mancini ignorato), Verona (rigore inesistente Empereur-Pellegrini), Inter (netto fallo di Kolarov su Lautaro a innescare l'1-1) e Fiorentina (tragicomica l'azione che conduce al rigore del 2-1). S'incazza giustamente il confermato Pioli: il suo Milan rischia così di avere pochissimi giorni di riposo. I rossoneri hanno risalito la corrente nel post-lockdown, imponendosi tra le squadre con maggior rendimento. Ma è tutto oro? Quanto è davvero credibile quest'ultima fetta di stagione? Una domanda che dovrebbero farsela tutti, tanto chi ha deluso quanto chi sembra aver trovato la strada vincente.

Lo dicevamo a marzo e lo ribadiamo oggi: è un campionato falsato, che andava concluso per ragioni di sopravvivenza del sistema e non certo per avere risposte sul piano sportivo. Quelle sono una mera conseguenza fisiologica. Una Serie farsA, che finalmente è finita. Pericoloso trarre risposte senza tener presente tutte le contingenze. Nel bene e nel male. Chi riuscirà a vederci più chiaro, avrà un bel vantaggio in vista della prossima stagione.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 28 luglio 2020 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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