Riecco la Champions League, il palcoscenico buono d'Europa. Qui giocano i migliori, qui giocherà l'Inter in casa del Real Madrid. Il colosso spagnolo è allenato da Mourinho e tra le proprie fila ha da qualche settimana Dumfries: incroci romantici e pericolosi. Ma quest'Inter è squadra matura e ambiziosa.

Talmente matura e talmente ambiziosa che ormai sembra quasi obbligata non solo a dominare in Italia, ma anche in Europa. Qualcuno - esagerando e non poco - l'ha definita "il Bayern o il PSG d'Italia". Lo status internazionale di Lautaro e compagni ormai è noto da anni e in conferenza stampa la risposta di Chivu è stata eloquente quando gli è stato chiesto conto delle parole di Mourinho a proposito della sorpresa di non vedere l'Inter sul tetto d'Europa in questi ultimi anni.

Ma come ha fatto l'Inter ad arrivare a questo punto pur non investendo milioni su milioni come altre realtà (pure italiane)? La verità la conoscono tutti, ma spesso viene taciuta. Ci si limita a parlare di Inter più forte, Inter che può aspirare anche a vincere la Champions, Inter che ha due squadre. Ma perché? Per quale ragione? Come è stato possibile arrivare a tali altitudini? La risposta è semplice: capacità. Capacità gestionale, soprattutto. Errori ne sono stati commessi, ovviamente, ma la crescita è stata costante e solida. Ecco perché stasera, ora che torna la Champions, brilla eccome pure la stella nerazzurra.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 08 settembre 2026 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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