Sinceramente non si può mai essere felici dopo una sconfitta. Ma è altrettanto vero che, come ho sempre scritto e detto, conta la prestazione, forse ancor di più del risultato, almeno all’inizio della stagione. Ecco perché dell’1-2 di Madrid è giusto far notare gli aspetti positivi, ma pure rimarcare quelli negativi, che probabilmente sono maggiori di quanto si possa pensare. Promuovo la volontà di imporre il proprio gioco al Bernabeu, la voglia di palleggiare in faccia ad avversari fortissimi, in uno stadio iconico. Idem la fame di vittoria, l’intenzione di andare oltre l’ostacolo, di ripetere, pochi giorni dopo un accesissimo Inter-Napoli, un’altra impresa da ricordare in futuro. Stesso discorso anche per la reazione di Pepo Martinez, che dopo una cagata pazzesca – scusate il francesismo, ma pane al pane e vino al vino -, ha letteralmente salvato la porta nerazzurra con un paio di intervenenti clamorosi. Faccio in generale un plauso all’Inter per aver disputato il match con la personalità della grande squadra.

Ma – e qui passiamo al pollice in giù – c’è stata secondo me anche un po’ di superficialità, di non curanza di quei dettagli che alla fine decidono i grandi incontri. E dietro alla lavagna in tal senso devono andare tutti. I nerazzurri hanno sbagliato una miriade di occasioni da gol, situazione che si ripete troppo spesso. Ma è pure verissimo che se il primo tempo fosse finito 3-0 per il Real, quando il risultato più giusto nei primi 45’ sarebbe stato probabilmente 1-2/1-3 per gli ospiti, non ci sarebbe stato nulla da dire. E poi nella ripresa, non raccontiamocela, i blancos avrebbero potuto gonfiare la rete 4-5-6 volte. E questo non è accettabile, nemmeno se provi a recuperare a capofitto contro un avversario di così alto blasone. È vero quello che dice Mou. La partita sarebbe potuta finire 5-0. Ma pure, aggiungo io, 0-5. E quando è così, gli errori sono maggiori dei meriti. Servirà lavorare – e tanto – su plurimi aspetti. E tutti dovranno maturare, Chivu compreso.

Personalmente non ho apprezzato la scelta di schierare Jones titolare. Non perché l’inglese, che reputo fortissimo, abbia sbagliato sull’1-0 degli spagnoli, quello fa parte del gioco. Ma perché la prima partita di Champions League contro il Real deve essere giocata da chi ti ha portato sin lì. Da chi ha contribuito a vincere il campionato, non dall’ultimo arrivato. Fossi in Zielinski sarei deluso e non poco. Stesso discorso per Mkhitaryan. Copia e incolla anche per Sucic, nonostante il croato, una volta entrato, abbia giocato maluccio. Normalmente il tecnico rumeno è un fine psicologo. A 'sto giro, sempre secondo il mio umile parere, ha sbagliato mossa. E dovrà porre rimedio presto. Siccome però sono anche convinto che vista la sua intelligenza saprà metterci una pezza, penso anche che il tifoso interista debba guardare con moderato ottimismo a questa edizione di Champions League. Ma guai a essere contenti dopo l’1-2 di ieri. I punti sono 0. E affrontare senza così tanti titolari i blancos non capiterà più.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 09 settembre 2026 alle 00:00
Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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Simone Togna
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