Finite le grigliate di Ferragosto, sono apparse automaticamente le 'griglie scudetto', immancabili dopo il 15 del mese di agosto. Una tradizione che eviteremmo volentieri visto che chi le fa in questo periodo si espone solo a brutte figure. Non ha senso, infatti, lanciarsi in pronostici prematuri quando manca un bel pezzo di mercato, un periodo breve ma intenso in cui possono succedere ancora tante cose.

Per esperienza diretta, negli ultimi giorni, qualcuno, avendo lasciato per un attimo il cellulare lontano dal proprio raggio d’azione, si sarà accorto solo in un secondo momento di alcuni acquisti completati a sorpresa o in anticipo rispetto alla tabella di marcia raccontata dai media. Il Milan, ad esempio, ha tirato fuori dal cilindro un arrivo molto costoso, Diego Moreira, di cui nessuno aveva parlato prima, un nome rimbalzato nella community rossonera attiva sui social più come auspicio che come reale obiettivo. Sì, perché le notizie, al giorno d’oggi, passano attraverso canali anche non proprio istituzionali. L’accordo raggiunto tra il Milan e lo Strasburgo per il jolly belga, per esempio, lo ha svelato in esclusiva su X l’account 'Footballkush', utente che si definisce “Content creator, not a journalist”. La notizia si è rivelata vera ed è stata ripresa da tutti: alcuni hanno citato la fonte, altri hanno semplicemente confermato la voce come se fosse stata portata dal vento. In altre situazioni si sarebbe parlato di blitz, per sottolineare la velocità con cui è stato finalizzato l’affare, qui invece, semplicemente nessuno sapeva niente fino a che le cose sono diventate ufficiali.

A proposito di colpi non così attesi, almeno nelle tempistiche, ieri Fabrizio Romano, l’esperto di mercato con più seguito al mondo, ha lanciato uno dei suoi celebri ‘Here we go’ per annunciare l’affare praticamente fatto tra Inter e Liverpool per Curtis Jones, nome non nuovo nel mondo nerazzurro. L’inglese, forse uno degli obiettivi principali assieme al sostituto di Dumfries in questa sessione estiva, si appresta a diventare un nuovo giocatore di Cristian Chivu dopo un inseguimento durato diversi mesi. La famosa attesa è diventata piacere per i tifosi prima del previsto, che forse si aspettavano un suo ingaggio in volata, vicino al traguardo del 1° settembre, come accadde un anno fa per Manuel Akanji. Invece, al 19 agosto, l’Inter si può dire che abbia fatto tutto quello che aveva in previsione di fare. Nessun tira e molla con il Liverpool a mo’ di telenovela, ma una semplice contrattazione che ha portato alla fumata bianca in tempi accettabili, alla luce anche della mediaticità della vicenda con tanto di aggiornamento assillante praticamente ogni ora. Si tratta della relatività dei tempi del calciomercato che varia a seconda della pubblicità che si fa di una trattativa. Dalla scoperta dell’interesse alla chiusura a volte passano mesi; in altri casi, come abbiamo visto per il sopracitato Moreira, i tempi si azzerano. Non ha senso, quindi, sbilanciarsi sul campionato che sarà vedendo il modus operandi di certi club, i quali promettono - almeno sulla carta - una concorrenza più agguerrita rispetto al recente passato. 

E qui ritorniamo alla premessa di questo editoriale: che vantaggio si può avere oggi, 20 agosto, nel dire che l’Inter sia strafavorita per la vittoria dello scudetto? Non è chissà quale profezia, vedendo quello che è accaduto negli ultimi anni tra i confini nazionali. L’Inter, se si eccettua un solo caso, ha vinto o è arrivata seconda, puntualmente mancando il bersaglio grosso in Italia perché si era concentrata sul percorso in Champions League. Ecco la vera discriminante che deciderà la corsa tricolore: l’Europa. Un appuntamento che coinvolge anche le altre pretendenti al trono d’Italia, ma in maniera diversa. Nessuno pretende nulla in campo continentale da Roma, Como e Napoli, mentre l’Europa League - per Milan e Juve - è sicuramente un impegno meno gravoso dal punto di vista del campo ma probabilmente più fastidioso sul piano logistico. L’Inter, per status, non può uscire ai playoff come nella passata stagione. Lo impone la critica ma anche i tifosi, quelli che in maniera più temeraria sostengono che Lautaro e compagni (a proposito dell'imprevedibilità del mercato sono uscite voci anche sul capitano in ottica Barcellona) debbano rivincere in Italia e giocarsela in Coppa, per provare almeno a sognare qualcosa di grande. 

E i giocatori? Hakan Calhanoglu ha parlato di riconferma in Italia come obiettivo ormai scontato: "L'obiettivo è sempre rivincere o dominare il campionato”, ha detto il centrocampista turco. Sottolineando che i presupposti un anno fa fossero ben diversi da quelli di oggi: “Tutti pensavano che fossimo 'morti' dopo quello che era successo l'anno prima. La squadra ha avuto una mentalità forte; quando c'è stato un momento difficile, abbiamo risposto sul campo ed è questo quello che ha fatto la differenza”.

Capire il contesto è fondamentale per provare ad anticipare il futuro, se no si rischia di fare come quelli che guardano i nomi degli acquisti e delle cessioni e determinano la forza di una squadra attraverso una semplice operazione aritmetica. Avviso ai grigliatori di professione: non funziona così.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 20 agosto 2026 alle 00:00
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.