La girata di John Stones al minuto 81 di Inter-Betis Siviglia ha semplicemente adeguato il risultato all'andamento della partita. Amichevole d'agosto, l'ultima prima dell'esordio in campionato, davanti a 30 mila spettatori appassionati, che andava presa con il giusto mood. A prescindere dal risultato, comunque positivo, la squadra nerazzurra ha mostrato ottime cose, indicazioni interessanti per Cristian Chivu e il suo staff che, dopo un primo tempo un po' troppo di studio, hanno visto i Campioni d'Italia prendersi la scena e chiudere nella propria metà campo un avversario di qualità come i biancoverdi allenati dall'immenso Manuel Pellegrini. Bel test-match che ha visto in campo praticamente tutti, chi più chi meno, compresi Lautaro Martinez e lo stesso Stones (mister sorriso), tornati per ultimi dalle vacanze. Le gambe ovviamente non girano ancora al meglio, sarebbe impensabile il contrario, ma il capitano ha esibito la sua solita garra che ha esaltato il pubblico del San Nicola. Prima che con le giocate tecniche, il Toro fa la differenza con l'atteggiamento. E quello non è mai andato in vacanza. In sua assenza, comunque, la squadra ha mosso i passi giusti e ha iniziato a costruire il nuovo progetto tecnico-tattico.

Come prevedibile si sono visti giocatori già in forma campionato e altri un po' in ritardo, fa parte della naturale evoluzione di una pre-season svolta con le modalità corrette, opportunità non goduta un anno fa a causa del Mondiale per Club. La voglia di dominare il gioco però è saltata facilmente all'occhio, questa Inter ha tantissima qualità e se riuscirà a incanalarla, coinvolgendo rapidamente anche i volti nuovi (il prossimo a unirsi sarà Djed Spence), crescendo gara dopo gara anche atleticamente, potrà chiarire sin dall'inizio le proprie intenzioni. Il mercato non è ancora finito ma al 90%, forse qualcosa di più, la rosa è completa. In attesa di un ultimo regalo per il centrocampo, e tutti sanno di chi si tratta, Chivu ha già informazioni a sufficienza per scegliere i giocatori più adatti da proporre sabato prossimo al Meazza. E in base a quanto visto finora, possiamo già immaginare chi verrà coinvolto dall'inizio contro il Monza. Ma per questo c'è ancora tempo.

Quella di ieri sera a Bari è stata la prima partita dell'Inter senza Davide Frattesi da tre anni a questa parte. Alla vigilia si è consumata la separazione ufficiale con il trasferimento alla Lazio, un ritorno al passato che sicuramente non potrà che fargli bene e rilanciarlo. Probabilmente nel messaggio con cui ha salutato i tifosi interisti, Davide è riuscito a racchiudere in poche righe la sua esperienza in nerazzurro: periodi di down, sensazioni di essere fuori posto, ma picchi elevatissimi che gli hanno consegnato la chiave per entrare nella memoria di tutti gli interisti e restarci. Ed è un messaggio non sincero, di più, scritto di suo pugno come alcune imperfezioni grammaticali testimoniano. Imperfezioni che però lo rendono vero fino al midollo, un ragazzo che ha messo tutto se stesso in un progetto a cui teneva tanto pur sapendo di non essere in perfetta sintonia con l'ambiente.

Non è un caso se i suoi slanci siano rimasti intagliati nella storia recente dell'Inter, reti pesantissime nelle cavalcate verso la seconda stella e la seconda finale di Champions League in tre anni. Un percorso personale discontinuo che al massimo splendore ha dispensato emozioni accecanti. Affrontato con l'umiltà di chi sapeva di dover fare sempre qualcosa in più degli altri per meritarsi spazio. Ecco, non è una coincidenza se ogni tifoso nerazzurro in questo momento gli sta augurando ogni bene. Non capita spesso quando ci si separa. La genuinità di Davide è un esempio in un mondo del calcio in cui abbondano personalismi, paraculismo e ipocrisia, anche per questo viene spontaneo stringerlo virtualmente a sé a prescindere da come la storia si è conclusa. È possibile rimanere amici, soprattutto quando il rispetto e la sincerità hanno sempre trovato spazio nel rapporto. E per tutti Frattesi rimarrà quel ragazzo con il numero 16 sulle spalle che si arrampica sul cancello giallo per abbracciare, senza pantaloncini, 80 mila persone. 

Sezione: Editoriale / Data: Dom 16 agosto 2026 alle 00:00
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.