Tra sei giorni si parte. La stagione 2026/27 dell’Inter è ormai alle porte e con lei torna quella sensazione che accompagna ogni estate nerazzurra: la voglia di ricominciare, di combattere e di vivere un’altra stagione insieme. Questa volta, sul petto ci sarà il tricolore. E l’obiettivo è chiaro: difenderlo a ogni costo.

La missione non è facile. Questo è quello che è  mancato all’Inter negli ultimi anni per rendere questo ciclo ancora di più importante. Il bis, la capacità di confermarsi sul tetto d’Italia per due anni consecutivi. Ora c’è la possibilità di riuscirci. E questo gruppo, per qualità e profondità, sembra avere tutte le carte in regola per provarci.

La sensazione è che l’Inter sia addirittura più forte di dodici mesi fa. Nonostante quella squadra arrivasse dalla delusione della finale di Champions League persa contro il PSG (malamente). Oggi il livello complessivo della rosa appare superiore.

Basta guardare i nomi. La difesa ha alzato ulteriormente il proprio livello, così come il centrocampo, che potrebbe diventare ancora più competitivo qualora arrivasse anche Curtis Jones. La distanza tra titolari e alternative si è assottigliata e questo, in una stagione lunga e piena di impegni, può fare la differenza.

L’attacco, invece, è rimasto sostanzialmente lo stesso. Ma anche qui qualcosa è cambiato. Francesco Pio Esposito non è più soltanto il giovane da scoprire: ha dimostrato di poter essere una risorsa concreta. E poi c’è Lautaro Martinez, che porta dentro una ferocia ancora maggiore dopo quanto accaduto al Mondiale. Il capitano avrà voglia di riscatto e di trascinare nuovamente l’Inter.

C’è un altro elemento che non può essere ignorato: in panchina non siede più uno “stagista”. Cristian Chivu è il tecnico campione d’Italia. Ha conquistato il titolo, ha acquisito esperienza e ora affronta la nuova stagione con un peso diverso sulle spalle e una squadra costruita anche secondo le sue idee. Dove può arrivare questa Inter? Ovunque.

Perché se le precedenti Inter sono riuscite ad arrivare due volte in finale di Champions League, anche questa squadra può sognare di raggiungere lo stesso traguardo. Naturalmente in Europa non parti favorito ed entrano in gioco mille variabili: il sorteggio, gli infortuni, la condizione fisica, gli episodi e quella dose di fortuna che nelle partite decisive non guasta mai.

Ma una cosa è certa: questa Inter può fare paura a tutti. È vero, sono partiti giocatori importanti come Dumfries. Ma la sensazione, osservando la rosa nel suo complesso, è che stia nascendo una squadra ancora più forte, più profonda e più pronta ad affrontare una stagione massacrante.

In Italia si partirà contro tutti. Non serve nemmeno ricordarlo. Ogni partita sarà una battaglia, soprattutto perché ci sarà un tricolore da difendere. In Europa, invece, servirà qualcosa in più: coraggio, personalità, sacrificio e la capacità di giocarsela contro le migliori.

Tra sei giorni si comincia. Armarsi di caschetto sarà fondamentale. Perché sarà, come sempre, una battaglia. E anche questa volta l’Inter ha tutto ciò che serve per combatterla fino alla fine.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 17 agosto 2026 alle 00:00
Raffaele Caruso / Twitter: @raffaelecaru
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Raffaele Caruso
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Giornalista pubblicista e social media. L'Inter è la mia passione, ma anche il mio lavoro. Scrivo e mi occupo dei social, dal lunedì al venerdì su YouTube e nel Salotto di FcInterNews.