"Era il 16 Novembre 2012, data memorabile per me e la mia famiglia. Mio figlio Joele era stato scelto, insieme ad altri bambini, per accompagnare in campo i giocatori,  prima che fosse disputata la partita di campionato giornaliera. Joele voleva, ovviamente, indossare la maglia dell’Inter, la sua squadra del cuore. Ma lui fece la scelta opposta: decise di indossare la divisa del Cagliari, avversaria dei suoi beniamini.”Perché era l’unico modo per entrare in campo con il suo grande Capitano Zanetti”: questa è la risposta che mi diede quando ci ritrovammo alla fine della partita, mentre stringeva in mano la divisa  ufficiale regalatagli dalla società, quando gli chiesi perché avesse scelto di uscire in campo con la maglia del Cagliari. Anche lui un giorno potrà dire averlo incontrato e stretto la sua mano, mentre mio figlio Manuel ha avuto l’onore di farsi fotografare con lui. Almeno ho la certezza che i miei figli abbiano conosciuto un grande uomo, dotato di grande umanità e soprattutto umiltà. Grazie “Capitano, mio capitano” (cit.) per tutte le emozioni che hai saputo regalare a me e alla mia famiglia".

Jacopo

 

"Sono passati 19 anni da quella torrida estate 1995, e ricordo ancora i miei quattordicianni, l'euforia degli esami di terza media superati e la grande voglia di godermi quei mesi in liberta', dove la preoccupazione piu' grande poteva essere quella di non riuscire ad organizzare una partitella di calcio con gli amici....gia' il calcio, l'amore per questo sport e per quei colori (il nero e l'azzurro) che era gia' nato e ogni anno sentivo mi prendeva sempre' piu', si infuocava in continuazione come se trovasse sempre benzina ogni giorno ad alimentare il fuoco per la Beneamata....be' ricordo che a Febbraio di quell'anno era subentrato un nuovo presidente, uno che era innamorato pazzo dell'Inter, perche' suo padre l'aveva portata ad essere la piu' forte di tutte (cosi' almeno avevo letto e sentito...), tanto che l'attesa per la campagna acquisti di quell'estate era grande...anzi grandissima.
Il primo colpo grosso dell'era Moratti aveva un nome, un cognome e un soprannome esotico:
Sabastian Rambert detto l'Avioncito (l'aereoplanino).
A corredo dell'operazione arriva anche un certo Javier Adelmar Zanetti, chiare origine italiane, una riga in mezzo ai capelli che fa' un po' antico e il destino segnato: nell'epoca dei tre stranieri (c'erano gia' Ince, R.Carlos e appunto Rambert) per lui c'era posto solamente in tribuna.
Non ando' esattamente cosi'.
L'Avioncito ben presto si perse per strada, prima gli infortuni e poi la palese e drammatica inconsistenza in campo fecero il resto...a Gennaio torno' tristemente in Argentina...rispedito al mittente.

Fu cosi' che quel ragazzo sconosciuto esordisce alla prima giornata, era il 27 Agosto 1995 contro il Vicenza neopromosso (1-0 gol del rimpiantissimo R.Carlos) e quella maglia a strisce nere e azzurre non la molla piu'...ma non per quell'anno...ma per 20 lunghissime stagioni, diventandone prima giocatore, poi capitano ed infine leggenda.

Io e Javier Zanetti siamo cresciuti insieme, abbiamo passato insieme il tragico 5 Maggio e la magica finale Uefa di Parigi, la serata di quel nefasto euroderby e la notte del triplete di Madrid (approposito unici ed inimitabili)...e adesso che siamo arrivati alla fine di questo lunghissimo percorso, mi piace ricordare gli episodi in cui si e' dimostrato prima uomo e poi calciatore....
come ad esempio la notte tragicomica del 6-0 nel derby...anzi 0-6 perche' giocavamo pure in casa...era un venerdi santo..ancora mi ricordo, e la faccia dopo quella partita l'hai messa solo e solamente tu....testa alta e petto in fuori....



"Chiedo scusa a tutti, nessuno escluso..noi siamo l'Inter e quello che e' successo stasera non ce lo possiamo permettere..." 

o quell'estate del 2001, quando busso' alla porta il Real Madrid che quell'estate cercava un terzino....mi chiedo chi dopo anni di delusioni e nel pieno della sua maturita' calcistica (Javier aveva  28 anni) avrebbe potuto rifiutare la corte e i tanti soldi della squadra piu' gloriosa al mondo??? Nessuno..ma evidentemente uno si'....

Mai una reazione violenta, mai un fallo cattivo, mai una parola fuori posto, mai un comportamento che ci abbia  fatto vergognare di te....sempre prima uomo e poi calciatore...la nostra beneamata, caro Javier, non avrebbe potuto trovare miglior capitano di te....

e nessun allenatore che ti estromette dal tuo ultimo e strameritatissimo derby...e nessun giudice che squalifica la curva proprio in quel giorno, potra' rovinare quello che succedera' sabato sera....quando per l'ultima volta farai quei gradini e calcherai quell'erba che ti/mi/ci hanno fatto compagnia in questi ultimi 20 anni...

Ciao Javier ".

Stefano

Sezione: Visti da Voi / Data: Ven 09 maggio 2014 alle 19:18
Autore: Redazione FcInterNews.it
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