Subito il Real Madrid, subito José Mourinho, subito il Santiago Bernabéu. Il cammino dell’Inter nella nuova Champions League comincerà con una sfida di altissimo livello. Giovedì il sorteggio aveva già inserito le Merengues nel percorso europeo dei nerazzurri, ma soltanto ieri è arrivata la conferma della data: l’appuntamento è fissato per martedì 8 settembre, quando entrambe le squadre faranno il loro esordio nella competizione.

Un debutto che non potrebbe essere più impegnativo, ma che allo stesso tempo può rappresentare un buon auspicio per l’Inter. Nelle due stagioni in cui è riuscita a raggiungere la finale, infatti, la squadra nerazzurra aveva affrontato subito un avversario di grande spessore. Nel 2022/23 fu il Bayern Monaco, capace di imporsi a San Siro per 2-0. Nel 2024/25, invece, Lautaro e compagni debuttarono sul campo del Manchester City, riuscendo a strappare uno 0-0 prezioso.

Real-Inter, una sfida dal fascino speciale

Al di là della cabala, Real Madrid-Inter è una sfida che porta con sé un fascino particolare. Quest’anno, però, c’è un elemento in più a renderla speciale: sulla panchina dei padroni di casa ci sarà Mourinho. Lo Special One conosce bene l’Inter e ha già incrociato i nerazzurri quando allenava la Roma. Il bilancio dei confronti è nettamente favorevole all’Inter, con cinque vittorie nerazzurre e una sola affermazione giallorossa, ottenuta a San Siro.

Numeri che appartengono però al passato. Questa volta i valori in campo saranno decisamente più equilibrati. Il Real Madrid si presenta infatti come una delle grandi corazzate del torneo, dopo aver scelto di ripartire proprio da Mourinho in seguito a due stagioni senza trofei. Il club spagnolo ha investito pesantemente sul mercato e tra i nuovi acquisti c’è anche Denzel Dumfries, esploso definitivamente proprio durante la sua esperienza a Milano.

La vera storia nella storia sarà però il confronto tra Mourinho e Cristian Chivu. Da una parte l’allenatore che ha guidato l’Inter alla conquista del Triplete, dall’altra uno dei suoi uomini di quella straordinaria squadra. Per Chivu, che proprio al Bernabéu ha conquistato la Champions da calciatore, sarà inevitabilmente un incontro dal forte valore emotivo. E prima del fischio d’inizio non potrà mancare un abbraccio speciale tra maestro e allievo.

Il Bernabéu come trampolino di lancio

Proprio il ritorno al Bernabéu potrebbe diventare per Chivu il punto di partenza di una campagna europea molto diversa rispetto a quella della scorsa stagione, quando il percorso dell’Inter si era interrotto già ai playoff. Partire con un risultato positivo avrebbe un peso importante, soprattutto sul piano della fiducia e dell’autostima.

Il problema, però, è rappresentato dal calendario. La trasferta di Madrid arriverà infatti pochi giorni dopo un altro appuntamento di enorme importanza: la sfida di campionato contro il Napoli. Per l’Inter si tratterà quindi di affrontare una doppia curva pericolosa nel giro di pochissimo tempo, con Chivu chiamato a gestire energie e uomini senza perdere terreno in nessuna delle due competizioni.

La scorsa stagione l’Inter aveva iniziato la Champions con quattro vittorie consecutive, favorita anche da un calendario iniziale particolarmente favorevole, ma quel grande avvio non era poi bastato per conquistare direttamente gli ottavi. Anche in campionato l’inizio era stato tutt’altro che lineare: dopo il successo all’esordio contro il Torino erano arrivati i ko contro Udinese e Juventus, proprio alla terza giornata.

Nonostante quelle difficoltà, Lautaro e compagni erano riusciti a rimettere in piedi la stagione fino alla conquista dello scudetto. Stavolta Chivu vuole però evitare di dover rincorrere. L’obiettivo è partire subito forte anche in Serie A e costruire fin dalle prime settimane una posizione solida.

Sezione: Rassegna / Data: Dom 30 agosto 2026 alle 09:57
Autore: Ludovica Ferrante
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