La mancata idoneità sportiva di Anan Khalaili è stata una mazzata per l'Inter e soprattutto per la sua dirigenza, convinta di essersi messa alle spalle lo smacco Palestra con un acquisto di prospettiva ma già pronto per fare bene con la maglia nerazzurra addosso. Invece per l'erede di Denzel Dumfries bisogna ripassare più avanti, quando verrà individuato, per la terza volta, il profilo adatto. Non c'è neanche fortuna in questo contesto in cui per rispettare determinati limiti autoimposti e patendo la concorrenza estera non si può volare troppo in alto sul mercato. Ed è questo uno degli aspetti emersi dalla conferenza stampa odierna all'Inter Training Centre di Appiano Gentile, con Beppe Marotta e Cristian Chivu protagonisti. Sono soprattutto le parole del presidente che non soddisfano chi si aspettava un mercato aggressivo da parte dei Campioni d'Italia, consapevoli di dover sostituire in rosa diversi giocatori e con la pre-season appena iniziata.

Creatività al potere

"Ho parlato di sostenibilità economica ed è questo il nostro obiettivo, vincere con i conti a posto. Ci avviciniamo a un risultato di bilancio soddisfacente per il secondo anno e non è poco considerando anche le vittorie sul campo. Dove non si riesce a spendere tanto bisogna avere creatività di mercato, ma questo non limita la proprietà se vuole stanziare risorse per fare investimenti. Dobbiamo contenere i costi, non gli investimenti". L'ultima frase potrebbe essere interpretata in modo positivo, perché non nega al club di investire su nuovi calciatori se la richiesta coincide con il loro valore. Il problema piuttosto è la consapevolezza di non essere competitivi con realtà estere, in particolare inglesi, al punto da costringere un club di grande livello e con il bilancio in attivo come l'Inter a lavorare di creatività. Un concetto che Marotta ha ribadito anche in altre risposte: "La capacità di investimento c'è ma deve essere sempre logica. Non siamo competitivi come le squadre inglesi ma possiamo recitare un ruolo da protagonisti con la creatività". Oppure: "Credo che si possa sopperire con la creatività, magari prendendo giocatori sconosciuti ma di prospettiva". Non è difficile comprendere che quando si debba fare appello alla creatività significa che le altre 'armi' sul mercato sono già venute meno. Perché essere creativi è una necessità soprattutto di chi non può spendere determinate cifre per andare a prendere i propri obiettivi primari e allora deve, in un certo senso, scommettere su giocatori più alla portata economicamente, non ancora inseritisi nel circuito mainstream. I Bisseck e i Sucic, tanto per chiarire, rivelatisi poi grandi colpi silenziosi.

Gli Esposito e gli Stankovic

In questo contesto di inferiorità economica accertata, c'è un altro tema che Marotta ha voluto affrontare indicando tra le linee la strategia di rafforzamento dell'Inter: "Dobbiamo continuare sulla strada intrapresa per esempio con Pio Esposito anche per valorizzare la Nazionale. Il coraggio di farli giocare c'è, ci vuole anche nella valutazione aiutando un giovane nella crescita e non esprimendo giudizi drastici che non lo aiutano. Dobbiamo insieme fare un processo di crescita, è la strada migliore per dare continuità ai nostri club". I giovani, dunque, da gettare nella mischia approfittando delle capacità di farli rendere al meglio di Chivu. Ecco, Aleksandar Stankovic è l'erede, in tal senso, di Esposito: un canterano giudicato pronto per vestire la maglia nerazzurra ad alti livelli. E chissà quanti altri potrebbero aggiungersi in futuro, perdurando la volontà della proprietà di mantenere i conti a posto sperando che la competenza dell'area sportiva mantenga a posto anche i risultati. E per farcela, oltre a un sano ottimismo servirà moltissima creatività.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 13 luglio 2026 alle 17:15
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.