Per la rubrica La Meglio Gioventù, questa settimana FcInterNews.it fa tappa in quel di Verona, lì dove milita uno dei talenti più cristallini usciti negli ultimi anni dalle giovanili nerazzurre: parliamo di Felice Natalino, il difensore classe 1992 di Lamezia Terme che gli scout nerazzurri riuscirono a portare ad Interello nel 2008, in collaborazione col Genoa, al prezzo di 1.5 milioni, davvero impressionante per un ragazzo all’epoca 16enne. Già prima del suo arrivo a Milano, una soddisfazione per lui immensa visto che da sempre Felice è tifoso dell’Inter, Felice aveva fatto parlare benissimo di sé, e una volta entrato nelle selezioni giovanili interiste, ha confermato da subito coi fatti quanto bene si è sempre detto di lui.
Molto duttile tatticamente, capace di coprire tutti i ruoli della difesa e anche quello di schermo sulla linea mediana, dagli Allievi nazionali alla Primavera la carriera di Natalino è stata costellata di soddisfazioni: il culmine è arrivato lo scorso anno, con la conquista del torneo di Viareggio con i ragazzi di Fulvio Pea, ma soprattutto la possibilità, concessagli da Rafael Benitez, di collezionare anche tre gettoni con la prima squadra: due in campionato, con l’esordio a San Siro nel match contro il Parma in sostituzione di Santon, e all’Olimpico contro la Lazio dove scese in campo dall’inizio, e uno in Champions League nella trasferta di Brema. Sicuramente, a prescindere dai risultati, una soddisfazione enorme per lui, che già riuscì a ben impressionare anche José Mourinho che lo monitorava spesso e volentieri durante gli allenamenti.
Le sue prestazioni hanno calamitato l’interesse di Andrea Mandorlini, allenatore del Verona, che ha insistito molto per averlo ai suoi ordini nella nuova formazione da allestire per affrontare il campionato di Serie B. Purtroppo, una disattenzione burocratica (iscritto nella lista dei giovani pur essendo in prestito secco, cosa non concessa dai regolamenti del torneo cadetto, ndr) ne impedisce l’impiego in prima squadra fino a gennaio, ma anche nella Primavera scaligera Natalino sta fornendo ampia dimostrazione delle sue doti.
Adesso, però, lasciamo che sia proprio Felice a raccontare per noi le sue sensazioni e le sue ambizioni,
Appena arrivata la promozione in Serie B, Andrea Mandorlini ha fatto espressamente, e più di una volta, il tuo nome come rinforzo per la nuova stagione, ed è stato accontentato. Come hai accolto la notizia? E quanto ci hai pensato prima di dire sì agli scaligeri?
“Ad essere sincero, quando ho saputo la notizia ero contento, perché è sempre bello sapere che ci sono degli allenatori che ti stimano come giocatore. Quando poi ho saputo che c’era l’opportunità di andare al Verona, io ho detto subito di essere contento di provare questa nuova esperienza”
Però, purtroppo, è arrivato quel famoso inghippo che ha precluso il tuo impiego in prima squadra nella prima parte del campionato. Come stai vivendo il fatto di essere, per così dire, ‘costretto’ nella formazione Primavera? Per te è un ostacolo imprevisto o uno sprone per la crescita?
“Queste sono cose che a volte succedono, stavolta è capitato a me; comunque, ho ancora molto tanto tempo davanti a me e poi nella Primavera ci gioco sempre tranquillamente, perché so che mi serve per fare gamba. Certo, per me è stato un ostacolo, però questo episodio deve darmi forza per continuare a dare sempre il massimo”.
Però comunque con Mandorlini hai avuto modo di allenarti? Come giudichi le sue qualità di tecnico?
“Bene, io con il mister mi trovo bene, con lui ma anche con tutta la squadra. E’ un grande allenatore, e io sono contento di essere un suo giocatore”.
Come ti trovi a Verona?
“Bene, davvero molto bene, anche perché questo è un ambiente tranquillo. Anche coi miei compagni di squadra mi trovo davvero bene; ho trovato subito un gruppo che mi ha accolto, nonostante sia il più piccolo”.
Hai avuto modo di affrontare da avversario, qualche settimana fa, l’Inter Primavera dove hai militato fino allo scorso anno. Che sensazioni ti ha offerto la nuova squadra di Stramaccioni?
“A parte che giocare con l’Inter è sempre una bellissima esperienza. Poi ho avuto modo di giocare coi miei vecchi amici e compagni, coi quali ho condiviso diversi anni della mia vita. E’ stata una bellissima esperienza; poi, vincere contro di loro lo è stato ancora di più. Il mio cuore è sempre interista, però io adesso sono qui e devo pensare a fare bene al Verona e in campo non guardo nessun altro”.
Con l’Inter hai anche assaggiato la prima squadra all’epoca di Benitez, che contro la Lazio ti mandò anche in campo dal primo minuto. Che sensazioni provasti quando hai giocato insieme ai grandi?
“Ero molto felice; quando esordii contro il Parma, l’ho sempre detto, non me lo aspettavo ma ci speravo. Poi, per ogni ragazzo penso che giocare con questi grandissimi campioni sia sempre una bellissima esperienza. Spero che molti altri giovani possano viverla”
Aspiri a tornare all’Inter un giorno?
“Sì, io penso che sia un grande onore far parte della squadra dell’Inter, che rimane una delle squadre più forti al mondo. Però adesso devo pensare a me, a far bene al Verona, poi in futuro si vedrà”
Quando eri all’Inter chi era il giocatore dal quale traevi ispirazione?
“Non era uno solo, perché l’Inter è fatta da tanti campioni; però, per impegno e costanza faccio il nome di Zanetti”.
E adesso al Verona c’è un giocatore che ti fa da maestro?
“Non uno in particolare, però ci sono i giocatori più esperti, come Scaglia, Maietta, Ceccarelli e altri che cercano sempre di aiutarmi e di starmi al fianco”
In assoluto, chi è il giocatore al quale ti ispiri particolarmente nel mondo del calcio?
“A me piacciono tantissimi difensori; gente come Nesta, Cannavaro, per dire. Io cerco di trarre sempre il meglio da ogni giocatore e cercherò sempre di fare del mio meglio”
Quali sono le tue ambizioni, nell’immediato e nel futuro?
“Per quest’anno devo pensare a fare bene e cercare di riprendermi da questo periodo difficile. In futuro vedremo; certo, se riesci sempre a lavorare con costanza e impegno, i risultati vengono da soli”.
(Ringraziamo per la cortesia e la disponibilità Felice Natalino e il capo Ufficio Stampa di F.C. Hellas Verona Simone Puliafito)
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