Tanti vaticanisti - statene certi - non riuscirebbero a capacitarsene. Eppure manca solo di sentirlo echeggiare persino in Piazza San Pietro - in romanesco più o meno verace - che "Ogni campionato c'ha gli strilloni sua". Quando si dice: "Mischiare il sacro col profano" o viceversa: a seconda della priorità nelle 'fedi'... No, perchè se sulla Serie A sta imperversando il refrain mediatico di "30 partite in 13 giorni", in Premier League - culla del Boxing day - mica sarebbero potuti restare passivi ad ascoltare. Infatti hanno subito rilanciato con un perentorio "40 gare in 16 giorni": non una di meno... "Venghino, signori, venghino!" Paiono proprio questi i nuovi confini dialettici dei promotori pallonari per (provare ad) insaporire ancora di più il brodo dell'attesa festiva. Sarebbe stata forse poco appetibile la versione nostrana di "3 giornate in 2 settimane scarse" o quella inglese di "4 turni in 1 quindicina di giorni abbondante"? Boh: i posteri - che saremmo sempre noi calciofili medesimi di persona - annoteranno...
Dunque l'infausta lotteria dei rigori sauditi, di quelli che - giusto per dirla con certi dialoghi di 'C'era una volta in America', "manco con la mostarda si sarebbero aggiustati"... - non era stata il miglior viatico per approcciare alla trasferta nerazzurra in terra orobica. Da sempre insidiosa, sia per la panchina - per quanto stavolta diversa, con Palladino, da quella degli ultimi 9 anni ove si stagliava la sagoma del puntualmente rancoroso Gasperini - sia per il 5o incrocio fuori casa dei milanesi con l'arbitro La Penna. A dirla tutta, sono però già oltre 4 anni che il fischietto romano aveva saldato il suo debito con la giustizia sportiva per via del famoso "Caso note spese arbitri". Una matassa dipanata, appunto, dagli sviluppi giudiziari per la quale La Penna - al pari di altri colleghi fra i quali Pasqua, Giacomelli e Massa - era finito sotto indagine della Procura Federale. Fino a beccarsi - a differenza degli ultimi 2 arbitri citati, solo "sospesi cautelativamente" - una squalifica di 13 mesi dalla Commissione disciplinare dell'AIA, poi ridotti ad 11 in appello. Mica pizza e fichi! Senonché anche il suo score maturato da allora con l'Inter - stante un en plein di vittorie nelle precedenti 4 trasferte - era tale da metterlo al riparo da qualsivoglia retropensiero malevolo. Di quelli di cui è invece propenso a riempirsi la bocca il despota salentino con la sua abituale narrazione tossica, frutto della peggior dialettica panchinara. È solo di domenica pomeriggio l'ultima sua provocazione - sui "reali favoriti" - rivolta all'indirizzo di chi ha orecchie per intendere, ma anche e soprattutto il buon gusto di rispondere sì, a tono, ma con una signorilità ed una misura che difettano in altri curricula...
Per tornare in fretta agli eventuali retropensieri malevoli sul conto del fischietto romano - occorre ammettere che, da Bergamo, La Penna se ne è invece uscito con una prestazione più che sufficiente. Ha 'scritto' le giuste ammonizioni, ha verbalizzato ben 3 reti non convalidandole per fuorigioco e, soprattutto, si è astenuto dall'assumere atteggiamenti, solo da detestare, riconducibili ad un collega di chiara matrice etrusca (a buon intenditor, poche parole...). Stavolta, il 'nostro' La Penna non deve allora aver usato l'inchiostro simpatico con cui in passato era solito gonfiare i rimborsi chilometrici nelle sue note spese. Motivo sufficiente per buttarla dunque sull'ironia: è cosa buona e giusta essere tornati a prendere 'La Penna' in mano e non più per la collottola. Anzi, per la nota spese! Purché un certo vizio non abbia più a tornare...
Ma Rocchi, il designatore - che una ne fa e 100 ne pensa - dimostra di avere davvero a cuore il presente sportivo dei nerazzurri milanesi... Prova ne sia una specie di sfida parossistica da lui lanciata al club milanese, arricchita - si fa per dire - da una contestuale ciliegina statistica. Ebbene, dicesi parossismo l'acme, il culmine, l'apice di un processo morboso. Sì, insomma: nella fattispecie nerazzurra, una sorta di accanimento - tutt'altro che terapeutico - con cui il designatore Rocchi parrebbe proprio voler mettere alla prova, l'ennesima, i livelli già massimi di sopportazione dell'utenza interista. Come se non ci fosse un domani o, peggio, come se questo fosse già stato scritto...
Quale itinerario mentale avranno mai percorso certe sue idee - sulla carta meramente malsane - per indurlo a partorire una designazione per Inter-Bologna tanto azzardata per non dire proprio provocatoria? Ossia dando alla luce una coppia di gemelli diversi campani, Guida in campo & Maresca alla VAR, con la reunion a distanza - che pare un ossimoro, ma non lo è - di un ensemble di manifesti renitenti alla leva partenopea... Cosa vorrebbe dunque dimostrare il designatore Rocchi, facendo financo tornare alla mente l'impareggiabile Gian Maria Volontè, protagonista nel ruolo di uno stimato commissario di polizia ne "Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto"? La domanda verrebbe indotta proprio da questa sua recente esternazione sul caso Lazio-arbitri: "L'ho sempre detto a tutti e lo ribadisco senza problemi: se qualcuno non crede alla nostra buona fede, io domani mattina lascio subito. Senza mezze misure". Già! Peccato solo che un altro esimio fiorentino avesse promesso di abbandonare la politica qualora fosse stato il NO a vincere al referendum costituzionale del 2016...
Ma quando si riteneva di averle viste (e sentite) davvero tutte, ecco spuntare l'habitué per antonomasia di una certa sfida di Serie A che solo ai distratti (o agli stolti?) ed ai non amanti delle statistiche sarebbe potuto sfuggire. Eppure è successo un'altra volta, ma non se ne avvertiva affatto nostalgia, restandone peraltro sbigottiti. Il conto degli abbinamenti dell'arbitro Abisso con Cagliari-Milan sta assumendo entità numeriche davvero spropositate in una retrospettiva statistica di così breve periodo. Al punto tale che il confine tra il (mancato) 'pudore istituzionale' di AIA e CAN - che non avrebbero dovuto ricadere in tentazione - ed una designazione arbitrale da sottoporre ad un'immediata inchiesta della Procura Federale si farebbe molto labile. Non può non prestarsi a sospetti di ogni ordine e grado - fino ad assumere un sapore a dir poco rivoltante - una tale ridondanza statistica. Tra poche ore, Rosario Abisso - del quale è mediaticamente nota la sua smaccata fede calcistica, per quanto da putto palermitano - si ritroverà ad ARBITRARE CAGLIARI- MILAN PER LA 5A VOLTA IN APPENA 9 ANNI SCARSI, a decorrere dalla prima avvenuta nel maggio 2017. In seguito c'erano poi stati ben 3 abbinamenti consecutivi (nelle stagioni 2018-19, 2019-20 e 2020-21) e poi il salto a domani, venerdì 2 gennaio 2026. Peraltro al netto della stagione (2022-23) in cui i sardi avevano militato in Serie B.
Di fronte agli scenari appena prospettati, i rischi per la salute dell'utenza nerazzurra sarebbero enormi. Fino a comportare una rapida evoluzione negativa del quadro clinico generale: con fegato ingrossato, travaso di bile, ulcera duodenale perforata e cistifèllea a forte rischio di asportazione. E tutta questa emergenza sanitaria sarebbe generabile dallo stesso agente patogeno: una coppia di (malsane) designazioni arbitrali!
Orlando Pan
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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