La Gazzetta dello Sport sottolinea come solo il Como, tra le big nostrane, sia quella che gioca a 4 in difesa. Per il resto, solo difese a 3, sebbene molto diverse tra loro. L'Inter col 3-5-2 nei secoli dei secoli, da Conte a Chivu passando per Inzaghi. Milan idem da quando c’è Allegri. Napoli, Roma e Juve: 3-4-2-1. "A prescindere dalla declinazione diversa in campo — la linea a tre di Gasperini non ha movimenti e distanze di quella di Allegri; Conte e Spalletti giocano con una punta e Chivu con due centravanti — il dato è chiarissimo. Le prime cinque in classifica di Serie A schierano tutte una difesa con tre uomini (o cinque che dir si voglia)", evidenzia la rosea.

Perché questa prevalenza? "Una volta il ricorso alla difesa a tre era considerato un ripiego pragmatico e ultra-difensivo. Un modo per chiudersi a cinque, proteggere meglio i corridoi e trovarsi in superiorità dietro, rinunciando a un uomo davanti. Un catenaccio moderno. Presto però i tecnici più visionari hanno reso elastica la linea a tre. Si pensi al Toloi di Gasperini spostato in mediana e, oggi, a Bastoni nell’Inter per non dire del Calafiori azzurro. Altri come Spalletti s’erano già inventati la difesa a “tre e mezzo”, con un esterno che si accentra mentre l’altro si spinge avanti. Così Mancini ha vinto l’Europeo. La questione qualitativa pare definitivamente superata, anche perché un avanguardista come Guardiola ha vinto la Champions con il City disegnando un 3-2-4-1 che sembra un’evoluzione moderna e mobile del Sistema (3-2-2-3). Uno sdoganamento culturale approvato da allenatori quali Nagelsmann, Tuchel, Mourinho, De Zerbi".

Sezione: Rassegna / Data: Ven 02 gennaio 2026 alle 12:56 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
vedi letture
Print