Presentando proprio nel giorno del centenario il suo volume 'San Siro 1926-2026. I 100 anni della 'Scala del calcio'' nella sala Executive del Meazza, l'autore Francesco Bogliari è stato interpellato sulla questione legata al futuro dell'impianto: "Nel momento in cui mi viene chiesto: tu che ne pensi? Io rispondo sempre alla stessa maniera: dico che il cuore va da una parte, la ragione va dall’altra. Nel mio profondo io vorrei le mie ceneri sepolte qui dentro… Frequento questo stadio da 45 anni e mi piange il cuore sapere che fra 6 anni dovrò assistere a questo. La ragione è un’altra: io sono un giornalista economico, ragiono come un analista finanziario o un consulente di strategia aziendale. Questo non è più un luogo pubblico, appartiene a privati. E non sono i privati alla Berlusconi e Moratti, che hanno rappresentato un populismo calcistico fondato sul rapporto diretto con il popolo dei tifosi. Al loro posto ci sono proprietà finanziarie internazionali, due fondi d’investimento americani che fanno il loro mestiere: valorizzare economicamente e finanziariamente il più possibile questo luogo”.

Ma come sarà la nuova struttura che vedrà la luce fra qualche anno? E cosa ne sarà del Meazza? "Il concetto dei nuovi stadi è che devono essere luoghi di intrattenimento fruibili 24 ore su 24, o almeno dalle otto del mattino a mezzanotte, sette giorni su sette e dodici mesi all’anno, anche quando non ci sono le partite. Chi va in giro per il mondo vede che il modello di business ormai è questo: un luogo dove si fa intrattenimento, si va per passare il tempo e dove una volta a settimana si può anche vedere una partita di calcio. Al posto del luogo dove siamo adesso, che verrà abbattuto, sorgeranno alberghi, centri commerciali e uffici; diventerà un nuovo polo urbano mitigato da una parte verde. E ci sarà un nuovo stadio a due anelli con minore capienza, compensata però da una componente molto più alta di posti corporate e business, il cui flusso finanziario supera di gran lunga quello dei vecchi biglietti popolari. Potrà essere rallentato dal TAR o dai tribunali, ma nel lungo periodo questa è la tendenza. Le cose cambiano e la storia va avanti indipendentemente dalle volontà dei singoli”.

Sezione: Focus / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 19:56 / Fonte: Nicolaporro.it
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.