Tanti nomi e solita isteria. Il calciomercato non si smentisce e, come ogni anno, si porta appresso sogni e incubi, spesso alternati con costanza imbarazzante. Poche certezze, troppe suggestioni. E un circo mediatico alimentato ad arte che trasforma una porzione di giornalismo in un sadico tunnel dell'orrore, dove i figuranti sono finti, però qualcuno si spaventa davvero.
Restando in tema Inter, finora si sa che al comando ci sarà Antonio Conte e che, probabilmente, si vedrà il 3-5-2. Non a caso, sono quasi totalmente spariti dai radar tutti quei nomi di esterni d'attacco seguiti negli scorsi mesi. E allora proviamo a immaginare che Inter sarà. O meglio: che Inter dovrebbe essere per avere chance concrete di tornare a ingrassare la bacheca.
PORTIERI – Qui pochi dubbi. Anzi, zero. Confermati Handanovic, Padelli e Berni. Accantonate le idee che conducevano a un reintegro immediato di Radu o all'inserimento acerbo di Brazao. Tra i pali ci sarà piena continuità con le ultime stagioni.
DIFENSORI – L'ingresso roboante è quello di Godin, che arriverà a zero dall'Atletico Madrid. Un ingaggio, quello dell'uruguaiano, ancora da formalizzare. E sarà proprio El Faraon ad agire al centro della difesa, con De Vrij a destra e Skriniar a sinistra. D'Ambrosio, presumibilmente, sarà uno dei cambi più utilizzati. Ranocchia l'altra riserva. Manca un elemento per completare il reparto: chissà non sia Bastoni, mancino, a restare in organico dopo l'estate. Saluterà Miranda.
CENTROCAMPISTI – Qui si cominciano a vedere i più grossi cambiamenti. Brozovic confermatissimo in regia. E sarebbe opportuno continuare a insistere su Nainggolan. Sensi profilo prezioso e, soprattutto, futuribile. Stesso discorso per Barella, che pure in Nazionale ha dimostrato un grande potenziale. Ma è evidente che per ambire ai massimi successi, in Italia e in Europa, serva qualcosa di più sostanzioso. Milinkovic-Savic, ad esempio, sarebbe l'ideale per andare a fare la guerra contro tutti anche in Champions League. Un centrocampo con lui, Brozo e Radja sarebbe spaventoso (per gli avversari) e consentirebbe ai due giovani azzurri di crescere senza ansie e senza troppe responsabilità. Il serbo è un esempio, senza troppa attinenza con le trattative in essere: semplicemente, SMS rappresenta quel tipo di calciatore che davvero permetterebbe alla mediana di fare il salto. Joao Mario, Borja Valero e Vecino potrebbero dunque essere sacrificati, mentre la sensazione è che Gagliardini tornerà parecchio utile.
ESTERNI – Inamovibile Asamoah a sinistra, salutano la compagnia sia Vrsaljko che Cedric. E se pure Dalbert dovesse dire addio, ecco che la soluzione di reinventare Perisic a tutta fascia potrebbe davvero concretizzarsi. Lui e il ghanese si darebbero il cambio a sinistra, con Conte che sceglierebbe di volta in volta chi mandare in campo anche a seconda dell'avversario. Mentre a destra, con D'Ambrosio considerato difensore centrale, ne servirebbero un paio. Lazaro è uno di belle speranze, ma è evidente che rappresenterebbe una scommessa. E allora, sempre per il discorso degli obiettivi 'alti', un profilo consono sarebbe quello di Florenzi. E se non sarà Florenzi (dato in rotta con i giallorossi dalla stampa romana) allora Meunier. O qualcuno di questo livello. Qualcuno - esattamente come Milinkovic-Savic - di sicuro affidamento: maturo e di qualità accertata. E ancora con tanta voglia di vincere. In bilico Candreva.
ATTACCANTI – Restyling anche in attacco. Dell'uscita di Icardi se ne parla da mesi e, francamente, questa cagnara ha stufato. Dirigenti e tecnico sono stati chiari: l'ex capitano è fuori dal progetto. Se ne faccia una ragione. Lontano da Milano pure Keita: troppo alto il prezzo del riscatto per il senegalese, che quando è stato bene ha dimostrato di meritarsi l'Inter. Ma tant'è. Resta in organico Politano, che tornerà a giocare da punta come gli era accaduto al Sassuolo con Iachini (10 gol in quel 3-5-2). Confermatissimo Lautaro Martinez, che dovrà consolidare il più che positivo primo anno in nerazzurro. Due gli arrivi previsti per definire il reparto. Arrivi pesanti, come quelli di Dzeko e Lukaku. Entrambi si sono promessi all'Inter da tempo ed entrambi sono convinti di essere perfetti per il calcio di Conte. Roma e Manchester United, peraltro, li hanno dichiarati cedibili. Resta da trovare l'accordo economico sia per il bosniaco che per il belga ma, quando tutte e tre le parti in causa desiderano la riuscita dell'affare, spesso e volentieri il lieto fine arriva.
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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