Finalmente la Serie A. Dopo la soddisfazione ottenuta lo scorso anno con la Primavera, il passaggio in Under 23 e le convocazioni arrivate con la prima squadra, Matteo Lavelli trova finalmente l'esordio con la Prima Squadra. Il battesimo con la squadra di Cristian Chivu è arrivato ieri in un match dal risultato pesante come il macigno toltosi dalle spalle dalla stessa Inter, tornata capolista. Un attestato di stima, l'ingresso in campo voluto dal mister che ha riservato al classe 2006 gli ultimi scampoli di una partita non scontata, né mai al sicuro al netto di un doppio vantaggio nerazzurro sugli ostici rivali.

L'attaccante dal carattere mite ma dal fiuto del gol tutt'altro che timido, ad un anno dalla firma sul primo contratto da professionista, ha timbrato il suo esordio nel calcio dei grandi facendo emozionare non solo mamma e papà, ma anche tutti quelli che del silenzioso e concentrato ragazzo nato a Milano e cresciuto a Bernareggio ne conoscono il vissuto. Quella di Lavelli non è soltanto la storia di un bambino cresciuto col sogno di diventare calciatore, ma molto di più. Era il 2024 quando, allora 17enne, Matteo fu colto da una meningite che lo ha costretto ad oltre un mese di ricovero in ospedale e una convalescenza che ha richiesto un inserimento più lento rispetto ai compagni nel gruppo di Zanchetta che poi, a fine stagione, si è laureato campione d'Italia di categoria grazie ad una tripletta nerazzurra chiusa proprio dalla marcatura di Lavelli. "Una scalata a mani nude" come l'ha definita la Gazzetta dello Sport nel focus a lui dedicato, che rende l'idea della fatica, dei sacrifici e della resilienza che hanno caratterizzato la stagione, temprandone carattere e vita, del giovane che Cristian Chivu ieri sera ha lanciato nella mischia contro la squadra di Italiano. L'ennesimo figliol prodigo del tecnico romeno che Lavelli lo ha già allenato in Under 18, proprio l'anno in cui si è consacrato come uno dei prodotti più promettenti quindi inevitabilmente in evidenza del settore giovanile dell'Inter che oggi può pensare in grande e cominciare a goderselo. Venti le reti messe a segno con Chivu in U18, otto quelle con l'Under 19 di Zanchetta lo scorso anno, tre quelle inanellate fino a questo momento tra la finale di Supercoppa Primavera (finale peraltro da protagonista con il gol del 2-2 e il rigore perfetto nella lotteria finale, arrivata dopo l'intervento all'ernia che lo ha 'stoppato' ancora), Youth League e Serie C con l'Under 23 di Stefano Vecchi. Proprio con quest'ultima ha già collezionato quasi 20 presenze tra i professionisti, ora è però già tempo d'essere grandi: lo sa Matteo, lo sa Chivu che ieri sera gli ha regalato l'esordio, sancendo il terzo debutto più giovane dopo Bovo e Spinaccé sotto la sua egida, condito dalla colorata nota del passaggio del testimone con il suo idolo Marcus Thuram. 

"Me la sono goduta al massimo" ha ammesso a Inter TV nel post partita, dove ha anche dichiarato: "Da interista questo per me è lo stadio più bello del mondo", prima di rincarare la dose anche sui social, dove qualche ora fa ha messo nero su bianco, o per restare in tema Inter, nero su azzurro, le emozioni di una "serata indimenticabile che mi ha regalato un esordio in serie a con la squadra dove sono cresciuto. Emozioni infinite ma tanta voglia di migliorarmi ancora. Ringrazio infinitamente società e compagni per questa occasione. Nonno questo è per te" come ha scritto lo stesso 19enne su Instagram nel post che racchiude tutta la bellezza di un ragazzo che compie un passo verso un sogno che oggi non è più tale, ma comincia a prendere i tratti di una realtà tutta da scrivere e che parte proprio da San Siro, proprio da Inter-Bologna. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 05 gennaio 2026 alle 16:06
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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