L'illusione Karlsruhe è già svanita. È bastato affrontare un avversario di un certo livello affinché ci si rendesse conto che la mancanza di un esterno di ruolo sulla corsia di destra sia una reale necessità. Ci eravamo illusi un po' tutti, dopo la doppietta nel recupero contro i tedeschi, che Diouf potesse essere davvero la sorpresa come quinto a destra, quella 'pazza idea' di Chivu in risposta a nostra specifica domanda che è già diventata un mantra in questo mercato. Tutti a dire "abbiamo trovato il nostro esterno", titoli a go-go, in effetti il pensiero era balenato in mente a tutti. Ma una cosa è vederlo scorrazzare sulla fascia contro una squadra di seconda serie tedesca, una cosa vederlo fare il quinto a tutti gli effetti, con compiti sia offensivi sia difensivi.

A 'drogare' il giudizio sulla prestazione di Diouf contro il Karlsruhe è stata sicuramente la doppietta dopo il 90', ma bisogna anche guardare tutta la prestazione in quella partita, sicuramente positiva ma senza quell'exploit nei minuti finali forse non avrebbe causato tutta quell'eco mediatica. Ed è bastato poco, come si diceva, per riportare tutti sul piano della realtà. Perché il quinto, appunto, prevede sì di attaccare ma anche di ripiegare, difendere, diventare un terzino aggiunto, e questo contro il Manchester City purtroppo Diouf non è stato in grado di farlo. Gli inglesi sulla sua fascia hanno attaccato con regolarità ed eccessiva facilità, ma non è neanche colpa sua. Non è nelle sue carrateristiche difendere, ed ecco che la necessità è tornata a galla: serve un esterno.

Lo ha detto anche Chivu senza mezzi termini a fine partita, "ci serve, lo vedete anche voi", mandando anche un messaggio indiretto alla società alla quale non ha bisogno di usare conferenze pubbliche per parlare, le parti si saranno già confrontate più volte su questa necessità, non a caso gli interpreti come ho già sottolineato una settimana fa erano anche stati individuati, prima Palestra, poi Khalaili, infine Spence, ma per le note vicende tutte le trattative sono sin qui saltate. Intanto la società si è dedicata a rinforzare altri settori, come la difesa orfana di De Vrij e Acerbi, è arrivato Stones, ottimo colpo a parametro zero, si tratta ora per Romero, che sarebbe un altro innesto di qualità in un settore che attualmente conta già Bastoni, Bisseck, Akanji, il suddetto Stones, Carlos Augusto e volendo anche Pavard, che potrebbe restare in caso di bisogno. Torno all'argomentazione della settimana scorsa: dovendo fare una lista di priorità, non è forse il caso di stanziare il budget principale dove c'è l'urgenza maggiore, ovvero la fascia destra, piuttosto che in difesa dove almeno numericamente l'Inter è a posto? Lo dicevo già prima dell'arrivo di Stones, lo ripeto ora che il reparto è quasi completo.

Non avendo certo a disposizione i budget della Premier League, e la trattativa Spence lo dimostra, forse sarebbe meglio andare prima a coprire le falle più evidenti, le fasce (parlo volutamente al plurale perché lo stesso Chivu ha detto che anche a sinistra, tolto Dimarco, si potrebbe adattare Carlos Augusto che però lui preferisce più dietro), piuttosto che la difesa o il centrocampo. Ci si augura quindi che avvenga lì il prossimo investimento, per poi successivamente andare a ritoccare gli ultimi reparti che hanno bisogno di essere completati. Ma soltanto dopo aver coperto le mancanze più evidenti, che a questo punto sembrano sotto gli occhi di tutti.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 03 agosto 2026 alle 00:00
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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Domenico Fabbricini
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E' giornalista pubblicista dal 2003, direttore editoriale e fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e continua a seguire nuovi progetti editoriali a tema sportivo.